Il Messalino GAM
MERCOLEDÌ 22 FEBBRAIO
mercoledì 22 febbraio 2012
Mercoledì delle CeneriDal libro del profeta Gioèle (2,12-18)
Così dice il Signore:
«Ritornate a me con tutto il cuore,
con digiuni, con pianti e lamenti.
Laceratevi il cuore e non le vesti,
ritornate al Signore, vostro Dio,
perché egli è misericordioso e pietoso,
lento all’ira, di grande amore,
pronto a ravvedersi riguardo al male».
Chi sa che non cambi e si ravveda
e lasci dietro a sé una benedizione?
Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio.
Suonate il corno in Sion,
proclamate un solenne digiuno,
convocate una riunione sacra.
Radunate il popolo,
indite un’assemblea solenne,
chiamate i vecchi,
riunite i fanciulli, i bambini lattanti;
esca lo sposo dalla sua camera
e la sposa dal suo talamo.
Tra il vestibolo e l’altare piangano
i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano:
«Perdona, Signore, al tuo popolo
e non esporre la tua eredità al ludibrio
e alla derisione delle genti ».
Perché si dovrebbe dire fra i popoli:
“Dov’è il loro Dio?”.
Il Signore si mostra geloso per la sua terra
e si muove a compassione del suo popolo.
* Un’invasione di cavallette aveva trasformato la Giudea in un deserto (400 a.C.). Dopo questo flagello, se il digiuno manifesta l’unanimità del popolo nella conversione (vecchi, fanciulli, lattanti, sposi, sacerdoti) e se questa conversione è vera, Dio può benedire il suo popolo. La risposta di Dio a questo digiuno permetterà al popolo l’ingresso nell’era della felicità.
Salmo Responsoriale (dal Sal 50)
Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.
Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non respingermi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (5,20 – 6,2)
Fratelli, noi, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.
Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti:
«Al momento favorevole ti ho esaudito
e nel giorno della salvezza ti ho soccorso».
Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!
* Il contenuto del ministero apostolico: prima cosa da fare è la riconciliazione, che è il frutto dell’amore di Cristo, considerata nel suo aspetto sacrificale. Tra il tempo della venuta di Cristo e quello del suo ritorno, c’è un tempo, breve, lasciato alla conversione. Tempo carico di prove e sofferenze, di comunione con la Croce di Cristo, tempo che è promessa di comunione con la sua vita.
Canto al Vangelo (Cf. Sal 94,8)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria! Oggi non indurite il vostro cuore, ma ascoltate la voce del Signore. Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Dal Vangelo secondo Matteo (6,1-6.16-18)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
« State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’ aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
* Con sguardo di acuta penetrazione, Gesù svela l’opposizione tra la vera pratica della giustizia e quella falsa. Viene essa esercitata per amore dell’uomo, o per amore di Dio? Dietro le opere buone può nascondersi l’amore del proprio io.
Spunti di Riflessione
La debolezza del segno
Il segno della Quaresima è davvero paradossale: sono le Ceneri! Un segno debole, sproporzionato, rispetto all’impegno arduo che ci tocca mettere in atto. Invece esse dicono che lo spirito del male ha già superato le nostre ultime difese e ha prodotto effetti devastanti. Si tratta solo di non rassegnarsi e di riprovare ancora una volta a prevalere su di lui, per domarlo nei suoi assalti e uscirne indenni. Chi sarebbe disposto a scommettere su un mucchio di cenere? Che cosa si può ricavare da un segno che dice frantumazione, aridità, disgregazione e morte?
Eppure il segno delle Ceneri fa riecheggiare la sfida di Dio al profeta: “Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?” (Ez 37,3). Potranno mai rivivere queste Ceneri? O sono destinate a rimanere un rimprovero definitivo della nostra disfatta? Il cammino della quaresima dice a noi un rinnovato “soffio” dello Spirito creatore di Dio, datore di vita: “Facciamo l’uomo” (Gen 1, 26). Le ceneri come la polvere della creazione: dunque, a Dio tutto è possibile! “Questa parola fu rivolta a Geremia da parte del Signore: Prendi e scendi nella bottega del vasaio; là ti farò udire la mia parola”. Io sono sceso nella bottega del vasaio, ed ecco, egli stava lavorando al tornio. Ora se si guastava il vaso che egli stava modellando, come capita con la creta in mano al vasaio, egli rifaceva con essa un altro vaso, come ai suoi occhi pareva giusto. Allora mi fu rivolta la parola del Signore: “Forse non potrei agire con voi, casa di Israele come questo vasaio? Ecco come l’argilla nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani” (Ger 18, 1-6). La Quaresima non è la dichiarazione della nostra disperazione, ma la celebrazione della nostra speranza.
È bello poter dire a se stessi: “Non è quello che sei, e neppure quello che sei stato che Dio guarda con i suoi occhi di misericordia, ma ciò che tu hai desiderio di essere” (Anonimo del Medioevo).
Il Padre – dice Gesù – “vede nel segreto”. Sì, perché nel segreto del nostro cuore Egli è una Presenza amante. È Lui, il suo colmarci “nel segreto” la motivazione di fondo del nostro compiere opere buone.
La Parola per me, Oggi
Che bel programma per la Quaresima ci ha dato Gesù: una Quaresima vissuta
- nell’amore verso gli altri: nel servizio nascosto di chi sa donare senza poi pensarci più, senza attendere nulla, senza compiacersene;
- nell’amore verso Dio, cioè nella preghiera personale, con tempi forti per la preghiera personale, «nella tua stanzetta», in un luogo privato, da soli, a porta chiusa, tagliando cioè tutte le comunicazioni e poi scendendo sempre più profondamente nel segreto, nel cuore;
- nell’amore verso se stessi: nella mortificazione, “profumati la testa e lavati il volto” cioè donati e fa attenzione agli altri, regala il tuo sorriso, senza mettere in evidenza il tuo digiuno.
«Fa’ digiunare gli occhi: non indugino su immagini impure. Digiuna con l’udito: non ascoltare maldicenze, calunnie, discorsi frivoli e inutili. Si astenga la tua lingua dalla maldicenza oltre che dal turpiloquio. A che serve privarsi di carne bovina, di polli e di pesci per poi addentarsi e divorare la stima di cui han diritto i fratelli?» (Giovanni Crisostomo).
La Parola si fa Preghiera
Noi ti benediciamo, o Dio, in questo giorno che comincia, per il periodo santo della Quaresima, che tu ci concedi in preparazione alla Pasqua. Portaci, attraverso il digiuno, ad avere fame di te e a non essere schiavi delle creature. Insegnaci, attraverso la preghiera e il silenzio, a trovare nella croce di tuo Figlio il nostro riposo e la nostra gioia.
SENSO E SCOPO DEL DIGIUNO QUARESIMALE
Il digiuno quaresimale ha certamente una dimensione fisica, oltre l’astinenza dal cibo, può comprendere altre forme, come la privazione del fumo, di alcuni divertimenti, della televisione,... Tutto questo però non è ancora la realtà del digiuno; è solo il segno esterno di una realtà interiore; è un rito che deve rivelare un contenuto salvifico, è il sacramento del santo digiuno. Il digiuno rituale della Quaresima:
• è segno del nostro vivere la Parola di Dio. Non digiuna veramente chi non sa nutrirsi della Parola di Dio, sull’esempio di Cristo, che disse: “Mio cibo è fare la volontà del Padre”;
• è segno della nostra volontà di espiazione: “Non digiuniamo per la Pasqua, né per la croce, ma per i nostri peccati, ... “ afferma san Giovanni Crisostomo;
• è segno della nostra astinenza dal peccato: come dice il vescovo sant’Agostino: “Il digiuno veramente grande, quello che impegna tutti gli uomini, è l’astinenza dalle iniquità, dai peccati e dai piaceri illeciti del mondo, ...”.
In sintesi: la mortificazione del corpo è segno della conversione dello spirito.
INDICAZIONI PRATICHE DEL DIGIUNO E DELL’ASTINENZA
- il mercoledì delle ceneri e il venerdì santo sono giorni di digiuno dal cibo e di astinenza dalla carne e dai cibi ricercati o costosi.
- i venerdì di Quaresima sono giorni di astinenza dalla carne e dai cibi ricercati o costosi.
- negli altri venerdì dell’anno, i fedeli possono sostituire l’astinenza dalla carne con altre opere di carattere penitenziale.
- al digiuno sono tenuti i fedeli dai diciotto anni compiuti ai sessanta incominciati; all’astinenza dalla carne i fedeli che hanno compiuto i quattordici anni.
- anche coloro che non sono tenuti all’osservanza del digiuno, i bambini e i ragazzi, vanno formati al genuino senso della penitenza cristiana.
Messalino GAM
lunedì 21 maggio 2012
"SE SIETE RISORTI CON CRISTO, CERCATE LE COSE DI LASSÙ, DOVE È CRISTO, SEDUTO ALLA DESTRA DI DIO" (Col 3,1)

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