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UN RINNOVATO ARDORE MISSIONARIO PER ANNUNCIARE LA FEDE

sabato 31 dicembre 2011

UN RINNOVATO ARDORE MISSIONARIO PER ANNUNCIARE LA FEDEUn rinnovato ardore missionario per annunciare la fede. L'augurio del Papa per l’anno nuovo durante la celebrazione, nella Basilica Vaticana, dei primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio che si è conclusa con l’inno di ringraziamento Te Deum.

(Te Deum)
Un canto, il Te Deum, per varcare la soglia del 2012 e per mettere nelle mani del Signore “le tragedie di questo mondo e le speranze di un futuro migliore”. Il Papa spiega così l’intensità di questo inno dopo aver ricordato l’attesa e la trepidazione di un nuovo anno che ci fa pensare a quanto la vita sia “breve e fugace”. Per questo ci attraversa una domanda: quale senso dare ai nostri giorni soprattutto quelli dolorosi. La risposta, evidenzia Benedetto XVI, “è scritta nel volto di un Bambino che duemila anni fa è nato a Betlemme e che oggi è il Vivente”:
“Nel tessuto dell’umanità lacerato da tante ingiustizie, cattiverie e violenze, irrompe in maniera sorprendente la novità gioiosa e liberatrice di Cristo Salvatore, che nel mistero della sua Incarnazione e della sua Nascita ci fa contemplare la bontà e la tenerezza di Dio”.
Una nascita che spazza via “l’angoscia di fronte al tempo che scorre e non ritorna” e che lascia “lo spazio per un’illimitata fiducia in Dio, da cui sappiamo di essere amati”. “L’uomo - aggiunge il Papa - non è più schiavo di un tempo che passa senza un perché”, ma “è figlio di un Dio che ha riscattato l’umanità donandole come nuova prospettiva di vita l’amore che è eterno”. “La Chiesa – sottolinea il Santo Padre – vive e professa questa verità e intende proclamarla ancora oggi con rinnovato vigore spirituale”:
“I discepoli di Cristo sono chiamati a far rinascere in se stessi e negli altri la nostalgia di Dio e la gioia di viverlo e di testimoniarlo, a partire dalla domanda sempre molto personale: perché credo?”
Si tratta dunque di ravvivare una fede che fondi “un nuovo umanesimo capace di generare cultura e impegno sociale”.
“Annunciare la fede nel Verbo fatto carne, infatti, è il cuore della missione della Chiesa e l’intera comunità ecclesiale deve riscoprire con rinnovato ardore missionario questo compito imprescindibile. Soprattutto le giovani generazioni hanno bisogno di riconoscere in Gesù Cristo la chiave, il centro e il fine di tutta la storia umana”.
Da qui la necessità di sostenere i genitori, “primi educatori alla fede dei loro figli” nella loro missione educativa attraverso opportune iniziative e l’esortazione del Papa affinché si promuovano itinerari appositi per accompagnare le comunità parrocchiali e le realtà ecclesiali nella migliore comprensione dei Sacramenti attraverso i quali l’uomo è reso partecipe della vita stessa di Dio”:
“Non manchino fedeli laici pronti ad offrire il proprio contributo per edificare comunità vive, che permettano alla Parola di Dio di irrompere nel cuore di quanti ancora non hanno conosciuto il Signore o si sono allontanati da Lui”.
Il compito più grande è di “essere totalmente al servizio del progetto divino”, “ridonare un’anima a questa nostra società”.

di Benedetta Capelli (dalla Radio Vaticana)