SOTTO LO SGUARDO DI MARIA, MADRE DI DIO … BUON ANNO!

SOTTO LO SGUARDO DI MARIA, MADRE DI DIO … BUON ANNO!

 

 

Canto alla Madre di Dio: 

 

«La maternità di Maria accompagna la storia dell’umanità redenta,
il cammino della grande famiglia umana, destinataria dell’opera della Redenzione». (Giovanni Paolo II)

Madre di Dio
Nel Vangelo non trovate mai questa espressione. Come mai la Chiesa l’ha messa?
La riflessione teologica ha progressivamente approfondito il contenuto del Vangelo, in particolare il Mistero di Dio, Uno e Trino, e il Mistero di Gesù, Uomo-Dio. Nel Concilio di Calcedonia è stata definita, esplicitandola dal Vangelo la Verità su Gesù. Gesù ha due nature, quella umana e quella divina, unite e non confuse, distinte e non separate. Gesù ha due nature ma ha un’unica Persona, la Persona del Verbo, che ha assunto in sé la natura umana senza lasciar la natura Divina. Ne è venuto di conseguenza che Maria, Madre di Gesù è Madre di Dio. Maria è la Madre sempre Vergine di Dio. Nella città di Efeso quando Maria è stata proclamata Madre di Dio, Theotòcos, tutto il popolo entusiasta ha portato in trionfo in un delirio di gioia i Padri del Concilio.
«Celebrare la maternità di Maria come Madre di Dio e madre nostra all’inizio di un nuovo anno significa ricordare una certezza che accompagnerà i nostri giorni: siamo un popolo con una Madre, non siamo orfani.
Celebrare la festa della Santa Madre di Dio ci fa spuntare di nuovo sul viso il sorriso di sentirci popolo, di sentire che ci apparteniamo; di sapere che soltanto dentro una comunità, una famiglia le persone possono trovare il “clima”, il “calore” che permette di imparare a crescere umanamente e non come meri oggetti invitati a “consumare ed essere consumati”.
Celebrare la festa della Santa Madre di Dio ci ricorda che non siamo merce di scambio o terminali recettori di informazione. Siamo figli, siamo famiglia, siamo popolo di Dio.
Celebrare la Santa Madre di Dio ci spinge a creare e curare spazi comuni che ci diano senso di appartenenza, di radicamento, di farci sentire a casa dentro le nostre città, in comunità che ci uniscano e ci sostengano.
Celebrare la Santa Madre di Dio ci ricorda che abbiamo la Madre; non siamo orfani, abbiamo una madre. Professiamo insieme questa verità!» (Papa Francesco, Omelia, 01.01.2017)

 

Preghiamo così:  

«Santa Maria, Madre di Dio,
conservami un cuore di fanciullo,
puro e limpido come acqua di sorgente.
Ottienimi un cuore semplice che non assapora la tristezza;
un cuore magnifico nel donarsi, tenero alla compassione;
un cuore fedele e generoso,
che non dimentica alcun bene e non tiene conto di alcun male.
Fammi un cuore dolce e umile, che ama
senza esigere contraccambio,
gioioso di scomparire in un altro cuore
dinanzi al tuo Figlio divino,
un cuore grande e indomabile che nessuna
ingratitudine mai chiuda,
che nessuna indifferenza mai stanchi,
un cuore tormentato dalla gloria di Cristo Gesù,
ferito dal suo amore con una ferità la cui piaga
si rimargina solo in Cielo».
(P. Grandmaison)

 

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