DIVENTA LUCE – Giovanni 1, 1-9

DIVENTA LUCE – Giovanni 1, 1-9

RITIRO DI AVVENTO-NATALE 2025

Terza Meditazione:

 

DIVENTA LUCE (Vangelo di San Giovanni 1, 1-9)

Questa meditazione, profondamente ispirata dall’imperativo di “divenire luce e amore”, ci invita a contemplare il Prologo di Giovanni per comprendere come l’Incarnazione ci chiami a una trasformazione incessante, riflettendo la Luce di Cristo nel mondo attraverso l’amore e l’impegno attivo.

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.



MEDITAZIONE I: Il Verbo, la Vita e l’Intimità Eterna

Gv 1, 1-4)
In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini


Giovanni si spinge oltre l’inizio stesso della creazione per parlarci del Verbo, la Parola, che era già “in principio”. Questo Verbo (il Lògos) è l’espressione perfetta dell’intima essenza di Dio, la rivelazione del Padre. Il fatto che il Verbo fosse “presso Dio” esprime prossimità e un’intimità di vita con Lui. Dio è Parola, il che significa che è essenzialmente comunicazione, dono, comunione e amore. La Sua Vita, per essenza, non conosce declino; essa è “incorruttibile giovinezza” e costante freschezza.


Spunti di riflessione

1. L’essenza della vita divina: Riconosci che la vita divina è definita da uno slancio ininterrotto, il cui senso è nel donare e nel donarsi. Poiché Dio è Amore sussistente, il Suo slancio non conosce limiti, realizzandosi in una sovrabbondanza, non in un’indigenza.

2. Il dialogo eterno: Medita sull’espressione “il Verbo era presso Dio”. Il Verbo era “verso Dio”, un atteggiamento di adorazione e l’estasi dell’amore che si volge verso l’altro. La nostra vera realizzazione si ha donandoci, esistendo per gli altri.

3. La nascita incessante: Il Signore bussa instancabilmente ogni giorno, chiedendo di nascere in noi. Rifletti: che tipo di rigidità o abitudini sto lasciando morire per accogliere questa “nascita incessante”?


Guarda Maria
Maria, attraverso il suo sì, ha permesso al Verbo Eterno di “farsi carne”. Ella fu l’unica a ricevere il nome nuovo di “Piena di grazia”, partecipando a quella pienezza del Figlio che è “pieno di grazia e verità”.
* 3 Ave Maria

Preghiera
O Padre, sorgente inesauribile di Vita e Amore, donaci la grazia di accogliere il Tuo Verbo nel profondo della nostra anima. Liberaci dalla tendenza a chiuderci in noi stessi, fallendo nel donarci. Che la nostra vita sia un continuo atto di rinascita, un puro donarsi, un riflesso del Tuo amore eterno.


MEDITAZIONE II: La Luce nelle tenebre e la crisi del riconoscimento

Gv 1, 4-5
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.


La Vita del Verbo è la Luce degli uomini, che si manifesta tra le tenebre in cui gli uomini sono immersi. La Luce non ha irradiato gli spazi infiniti, ma è venuta nel nostro mondo. La Luce per San Giovanni è l’irraggiamento dell’amore; è la Parola di vita che illumina gli intelletti e i cuori. Il dramma si consuma nel fatto che le tenebre non l’hanno accolta (rifiuto della grazia) o non l’hanno potuta sopraffare (opposizione attiva del male). La radice della stagnazione spirituale è proprio questo rifiuto della Luce.


Spunti di riflessione
1. La resistenza interiore: Il Verbo è la Luce vera che illumina ogni uomo, ma stranamente non è riconosciuta. Questo è il mistero del male: l’uomo conosce la verità ma non la accoglie. Riconosci che le “tenebre interne del cuore” (il peccato e l’idolatria di sé) sono la resistenza a questa luce.

2. Amare è essere Luce: Chi ama il proprio fratello abita nella Luce. La Luce non è un concetto astratto, ma si realizza nell’amore, un “dono puro, un dono totale”. La prova che la rinascita è in atto è l’emergere di un amore inatteso di cui non ti sentivi capace ieri.

3. Il contatto della Luce: Nell’atto di carità è essenziale cercare il Contatto. Domandati: Quando incontro una persona sofferente, cerco di “guardarla negli occhi” riconoscendo in essa la carne di Gesù, o mi limito a un gesto rapido per placare la mia coscienza?


Guarda Maria
Maria ci insegna che la fede non è politicamente neutrale. Il suo cuore non è mai stato avvolto dalle tenebre, e per questo ha accolto la Parola in piena luce. È lei che ci conduce attraverso l’oscurità della vita, essendo già “tutta in Dio”.
* 3 Ave Maria

Preghiera
Signore Gesù Cristo, Luce del mondo, donami la capacità di non accecare i miei occhi con il rifiuto e la paura. Ti prego affinché la Tua Luce splenda attraverso le mie azioni, trasformando la mia carità in amore puro e senza riserve. Fa’ che, amando i miei fratelli, io possa realizzare la Tua presenza e passare da morte a vita.


MEDITAZIONE III: Il Testimone, la co-creazione e la giustizia

Gv 1, 6-9
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.


La Luce vera è venuta per illuminare ogni uomo. La vera grandezza umana sta nel testimoniare Gesù, che è la Luce. Giovanni Battista è il modello del testimone: un uomo mandato da Dio che addita il sole nascente. Tuttavia, non basta essere cristiani, bisogna nascere ogni giorno. Questa rinascita culmina nella vocazione umana a essere co-creatore.


Spunti di riflessione

1. Rifiutare la non-creatività: Il peccato fondamentale non è solo la trasgressione, ma il rifiuto di essere co-creatore. Rifiutare d’essere co-creatore è pigrizia, paura o cinismo. In quale ambiente della mia vita (lavoro, università, famiglia) sono chiamato a esercitare la mia libertà per creare un mondo “più bello, più luminoso e più giusto!”?

2. Dalla carità alla giustizia strutturale: L’etica del Natale esige l’impegno per la giustizia strutturale. La povertà che ci circonda non è un’astrazione, ma la “carne di Gesù povero” presente nelle strutture sociali ingiuste. Valuta: quale passo concreto posso compiere per trasformare la semplice elemosina in un impegno per cambiare una struttura ingiusta?

3. Essere Testimoni, non essere la Luce: La testimonianza è fondamentale. Se uno si crede luce è certamente tenebra. La nostra missione è “dare testimonianza alla luce”, essere un “riflesso della Luce eterna”, per far credere gli altri per mezzo nostro.


Guarda Maria
Maria, nel suo Magnificat, canta il rovesciamento sociale, dove Dio “rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili”. Questo canto, pur essendo cantato al passato, è la manifestazione che la giustizia è già certa nella prospettiva eterna di Dio. Lei è l’esempio di come la fede porti all’azione per la giustizia.
* 3 Ave Maria

Preghiera
O Spirito Santo, che ci rendi co-creatori, donaci lo slancio e lo zelo per vivere la nostra vocazione di testimoni. Rendi la mia vita un’occasione di luce. Che io possa riconoscere la carne sofferente di Gesù nelle ingiustizie del mondo e operare attivamente per un mondo più giusto, a gloria del Padre che ci ha donato la Sua Luce.

Condividi su: Facebook Twitter Google Plus