LA GLORIA DELLA KÉNOSIS (Filippesi 2, 5-11)

LA GLORIA DELLA KÉNOSIS (Filippesi 2, 5-11)

Ritiro di Avvento-Natale 2025

Prima Meditazione

Questa meditazione, ispirata dalla Lettera ai Filippesi e dalle riflessioni sulla Kénosis di Maurice Zundel, ci invita a contemplare l’itinerario di Cristo, un cammino di abbassamento che rivela l’essenza dell’Amore di Dio e diventa il modello del nostro comportamento e della nostra vera realizzazione.

Nel nome del Padre…

INVOCAZIONE ALLO SPIRITO SANTO:

Vieni spirito d’amore, scendi come pioggia, riempici.
Fiumi d’acqua viva, d’acqua zampillante
scorreranno da chi crede in te,
mio Signore e mio Dio.
Acqua dalla  roccia, come una sorgente
che disseta e rinnoverà,
per Maria, l’umanità.

FILIPPESI 2, 5-11

Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:
egli, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!,
a gloria di Dio Padre.

MEDITAZIONE I: La rinuncia alla rapina

Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:
egli, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio

Il principio della nostra vita etica non è una norma morale, ma la storia di Gesù e il modo in cui Egli ha vissuto, detto e operato. Gesù, pur essendo nella forma di Dio e possedendo la gloria piena, non ha voluto tenere gelosamente la sua uguaglianza con Dio come un bottino, a differenza di Adamo che l’aveva rapita. Questa scelta è la kénosis, l’annullamento volontario di Dio, un evento di portata metafisica che si rivela nella povertà. L’Incarnazione è un sorprendente capovolgimento (Renversement), dove l’uomo si aspettava un Dio imponente, ma ha trovato il Figlio inerme, fragile e disarmato, nato poveramente in una mangiatoia.

Spunti di riflessione

  1. Il vuoto di Dio è accoglienza: Riconosci che la prima manifestazione dell’amore di Dio è lo svuotamento (svuotarsi è l’interno), lasciando tutto lo spazio all’altro, non occupando posto, ma essendo pura accoglienza. Quanto spazio interiore lascio a Dio e ai fratelli, o riempio la mia vita con il mio egoismo che invade e soffoca?.
  2. La fragilità come scelta rivoluzionaria: Contempla Gesù Bambino, Icona della Fragilità. La fragilità e la povertà sono la modalità essenziale di Dio per stabilire un rapporto di intimità e libertà con te. Accetta che la non-violenza non è solo una norma, ma una proprietà essenziale dell’Incarnazione.
  3. La vera gloria è l’umiltà: L’uomo cerca costantemente il suo “peso” e la sua consistenza (gloria), spesso attraverso la rivalità o la vanagloria. Chiediti se stai cercando una gloria vana (vuota) o se riconosci che la vera identità è nell’umiltà, nell’amore e nello spogliarsi.


Guarda Maria

Maria è stata l’unico strumento dello Spirito Santo, l’unica corda che non ha mai avuto bisogno di essere regolata, perché fu tutta fede e docile allo Spirito Santo. Lei, la tutta fede e tutta verbizzata, ha accolto nel suo grembo il Dio che si è fatto fragile e disarmato.
* 3 Ave Maria

Preghiera

O Padre, donaci la grazia di riconoscere la Tua gloria non nel potere che domina, ma nell’amore che si svuota. Aiutaci a liberarci dal “baco in testa” del concetto mondano di gloria, affinché possiamo accogliere il Tuo Figlio fatto Fragilità con lo stupore e la libertà che hai cercato di donarci a Betlemme.

MEDITAZIONE II: L’Obbedienza del Servo

ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.

Il cammino di Dio è l’amore che si svuota e assume la condizione dello schiavo per identificarsi con l’altro. L’amore consiste nel prendere la forma di colui che è amato; Dio fa consistere la Sua gloria nell’identificarsi con noi. Gesù si è fatto obbediente, il che in greco significa “ascoltare stando sotto, sottomesso”. La Sua vita intera è stata un servizio e un’obbedienza, non solo per un momento, ma fino al supplizio della croce, il degrado più infamante.

Spunti di riflessione

  1. L’amore è sottomissione, non dominio: Rifletti sull’imitazione della kénosis che esige la Rinuncia al Dominio. L’amore non è dominio, ma servizio e sottomissione; è andare incontro al desiderio dell’altro. Sei disposto a decentrarti e a non cercare il tuo proprio interesse, stimando gli altri superiori a te stesso?.
  2. La vera esaltazione nel servizio: Gesù ha manifestato la Sua dignità e la Sua gloria lavando i piedi ai Suoi discepoli; non si è umiliato abbassandosi, ma si è esaltato mostrando la vera esaltazione: quella di servire. Cerca di compiere un gesto di servizio volontario oggi, mantenendo il ricordo che ogni azione di pace è “non-violenta e generosa”.
  3. Fino in fondo: L’amore di Cristo è totale, fino alla morte di croce. L’accettazione della Parola e della vita deve essere “fino in fondo”. Sei pronto ad accettare e a credere fino in fondo al dono della fede e alla chiamata al servizio radicale?

Guarda Maria
Maria, la Madre della Parola, fu la vestita di sole (vestita di Dio e della Sua Luce) grazie alla sua totale docilità e al suo ascolto. Ella, come la madre della Chiesa, incarna quella comunità d’amore dove tutti sono legati, iniziando al singolare e terminando al plurale.
* 3 Ave Maria

Preghiera

Signore Gesù, Amore crocifisso, donami la forza dello Spirito Santo affinché io possa compiere il Tuo stesso tragitto di servizio e obbedienza. Ti chiedo il coraggio di rinunciare al dominio e di stimare l’altro più di me stesso, vivendo con tenerezza e compassione. Rendimi, come la Tua Madre, uno strumento docile al Tuo Amore.

MEDITAZIONE III: L’esaltazione e la Gloria vera

Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!,
a gloria di Dio Padre.

Dio ha esaltato Cristo per questo, non nonostante il Suo abbassamento. L’esaltazione è la conseguenza diretta della kénosis, poiché la vera altezza e la vera gloria sono l’altezza di Dio che è amore. La rivelazione di Dio è concentrata in questa figura di Gesù che si svuota e si fa obbediente fino alla croce. Questa è la vera realizzazione dell’uomo, libero dall’egoismo.

Spunti di riflessione

  1. Gesù, critica di ogni idolo: La figura di Gesù innalzato sulla croce (il serpente innalzato nel deserto) è l’unica cura per il veleno della nostra falsa gloria. Contempla come l’immagine di un Dio crocifisso distrugga e purifichi ogni religione e ogni immagine di Dio basata sul potere.
  2. L’inversione della Signoria: Medita sull’affermazione: “Signore è Gesù Cristo”. L’incognita (Dio) viene rivelata dal predicato (Gesù): Dio non lo conosciamo, ma è rivelato in Quello lì in croce. La tua identità e la tua realtà si trovano nel conformarsi a questa gloria.
  3. Vivere è Cristo: Abbraccia la consapevolezza che “vivere è Cristo” e che il morire è un guadagno. Il tuo desiderio deve essere quello di diffondere Lui e di essere un’occasione di luce e uno splendore, una trasparenza purissima di Gesù, affinché Cristo sia glorificato nel tuo corpo, sia che tu viva sia che tu muoia.

Guarda Maria
Maria è inseparabile da Gesù; la Madre non può stare senza il Figlio e il Figlio non sta senza la Madre. Per questo il giorno di Cristo Gesù è anche il giorno della Mamma Celeste, colei che ci veste di sole (di Dio) perché è la vestita di sole.
* 3 Ave Maria

Preghiera

Signore Gesù Cristo, Tu sei il Signore, il Kyrios. Confessiamo con ogni lingua e ginocchio che la Tua gloria è l’Amore che si è abbassato. Fa’ che tutta la mia vita sia un’eucaristia, un ringraziamento perenne, e che io non rimanga confuso, avendo avuto come unico desiderio quello di diffondere Te. A gloria di Dio Padre.


Conclusione:

Il percorso della Kénosis e dell’Esaltazione di Cristo è come l’atto di un artista che per creare un capolavoro non aggiunge materia, ma la sottrae. La scultura più sublime non nasce riempiendo uno spazio, ma svuotandolo; è il marmo tolto che rivela la forma. Allo stesso modo, Dio, svuotando Se stesso (la Kénosis), rivela non l’assenza, ma la Sua forma più vera: l’Amore, che è la vera consistenza e il vero “peso” (gloria) della nostra identità.

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