Messalino di Domenica 10 Ottobre

Messalino di Domenica 10 Ottobre

 

Dal libro della Sapienza (7,7-11)

Pregai e mi fu elargita la prudenza,
implorai e venne in me lo spirito di sapienza.
La preferii a scettri e a troni,
stimai un nulla la ricchezza al suo confronto,
non la paragonai neppure a una gemma inestimabile,
perché tutto l’oro al suo confronto è come un po’ di sabbia e come fango sarà valutato di fronte a lei l’argento.
L’ho amata più della salute e della bellezza,
ho preferito avere lei piuttosto che la luce,
perché lo splendore che viene da lei non tramonta.
Insieme a lei mi sono venuti tutti i beni;
nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.

* Che cos’è questa sapienza? È il pensiero-volere di Dio, quale si rivela nel creato («i cieli narrano la gloria di Dio», dice il Salmo 18 A) e quale si rivela nella Sacra Scrittura. È un dono di Dio, perciò un bene supremo, da preferirsi a scettri e a troni, da valutare più che le gemme e l’oro, da amare più che la salute e la bellezza.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 89)
Saziaci, Signore, con il tuo amore: gioiremo per sempre.

Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Rendici la gioia per i giorni in cui ci hai afflitti,
per gli anni in cui abbiamo visto il male.

Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e il tuo splendore ai loro figli.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.

 

Dalla lettera agli Ebrei (4,12-13)

La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto.

* Il brano segue l’ordine inverso di un processo giudiziario: dapprima l’esecuzione con la spada, poi la sentenza sui pensieri e sulle intenzioni, infine l’inchiesta a cui nessuna creatura può sfuggire, perché la Parola di Dio ci giudica con tutta giustizia.

 

Canto al Vangelo (Mt 5,3)
Alleluia, alleluia. Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Marco (10,17-30)

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».

* Gesù risponde al giovane ricco in due tempi: prima si rivolge a un figlio della Legge e gli cita il Decàlogo, aggiungendovi: «non frodare», un verbo che costituisce la tentazione di ogni ricco. Poi, Gesù si rivolge a un possibile ed eventuale figlio della fede e gli esplicita ciò che manca per essere perfetto: disfarsi di tutto.

 

Spunti di Riflessione

La vera sapienza
La sapienza biblica è una partecipazione alla sapienza di Dio; consiste nel pensare tutte le cose come le pensa Dio, nel guardare il mondo alla maniera di Dio, nel vivere la vita nel modo con cui Dio vuole che sia vissuta. Gli uomini si son costruiti una sapienza umana al posto della sapienza divina, perduta col peccato: i greci la chiamarono filosofia, oggi si chiama scienza.
L’idolo della sapienza umana è quella sapienza che al centro non ha Dio come spiegazione e fine di tutto, ma l’uomo «misura di tutte le cose». Il premio Nobel Jacques Monod nel suo libro «Il caso e la necessità» (300.000 copie vendute nella sola Italia) spiega l’origine e lo sviluppo della vita e dell’uomo in base al caso (cioè ad alterazioni accidentali avvenute a caso nel codice genetico) e in base alla necessità (cioè al determinismo rigido con cui le alterazioni casuali vengono trasmesse): ecco un esempio classico di sapienza umana.
Un altro premio Nobel, Mauriac, gli rispose: «Ciò che noi, poveri cristiani, crediamo è infinitamente meno incredibile di ciò che ci vuole spiegare Monod». La sapienza umana (filosofia o scienza) è una falsa sapienza quando ha la pretesa di essere totalizzante.
Come ottenere la vera sapienza, che è partecipazione alla sapienza di Dio? Con la preghiera: «Implorai e venne in me lo spirito della sapienza» (Sap 7,7).
Con Gesù la Sapienza si è fatta carne e ha abitato fra noi (Gv 1,14). In Gesù il pensiero-volere di Dio si è reso pienamente manifesto. Gesù è la Sapienza di Dio (1 Cor 1,22).

Cento volte tanto
Gesù confida ai discepoli che coloro i quali possiedono ricchezze sono enormemente handicappati per entrare nel Regno di Dio. «È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».
Un fanciullo spiegò così questa frase (che è la croce dei commentatori): «Un cammello, nemmeno ci pensa di entrare per la cruna di un ago; tanto meno un ricco nel Regno di Dio».
A Pietro che, a nome di tutti, chiede a Gesù quale sarà la ricompensa, Gesù dà una risposta stupenda, marcata dall’Amen (= in verità) prolettico: «Non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà». Cioè: l’amore che istintivamente è circoscritto a poche cose e a poche persone, viene da Dio già quaggiù dilatato e centuplicato e, dopo la morte, traboccato in vita eterna.

 

La Parola per me, Oggi

S. Paolo, a differenza del giovane ricco, aveva capito l’amore di Gesù che comunica la pienezza di Dio quando scrisse: «Tutto ormai io reputo spazzatura, al fine di guadagnare Cristo... si tratta di conoscerlo e di provare la potenza della sua risurrezione...» (Fil 3,8-10). Puoi dire lo stesso anche tu, o sei ancora dominato da qualche bene terreno? Cosa puoi fare per essere più libero di ascoltare la voce di Gesù che ti chiama anche oggi?

 

 

La Parola si fa Preghiera

O Dio, nostro Padre, che scruti i sentimenti e i pensieri dell’uomo, non c’è creatura che possa nascondersi davanti a te; penetra nei nostri cuori con la spada della tua parola, perché alla luce della tua sapienza possiamo valutare le cose terrene ed eterne, e diventare liberi e poveri per il tuo regno.

Il Mio Rosario
Seguendo il cammino di Cristo, il credente si pone davanti all’immagine dell’uomo vero (Rosarium Virginis Mariae, 25).
Mistero. Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria.

 

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