Messalino di Domenica 17 Ottobre

Messalino di Domenica 17 Ottobre

 

Dal libro del profeta Isaia (53,10-11)

Al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.
Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce
e si sazierà della sua conoscenza;
il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà le loro iniquità.

* Il dolore purifica dai peccati che il popolo commette. «Il giusto mio Servo (il Messia Gesù) giustificherà molti», cioè procurerà salvezza e redenzione alla moltitudine, all’umanità, per il fatto che «si addosserà le loro iniquità», espiando i peccati del mondo.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 32)
Donaci, Signore, il tuo amore: in te speriamo.

Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra.

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.

L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo.

 

Dalla lettera agli Ebrei (4,14-16)

Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede.
Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato.
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno.

* Nella sua gloria celeste, Gesù ci comprende più che mai, ci è vicino più che mai, è il nostro Sommo Sacerdote per eccellenza, perché fratello nostro e Figlio di Dio; ci compatisce in tutto perché in tutto è stato solidale con noi uomini. Grazie a lui, ci possiamo sempre accostare al trono di Dio misericordioso. Perché temere?

 

Canto al Vangelo (Mc 10,45)
Alleluia, alleluia. Il Figlio dell’uomo è venuto per servire e dare la propria vita in riscatto per molti. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Marco (10,35-45)

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

* Giacomo e Giovanni sono pronti a pagare di persona, a bere il calice del dolore e a ricevere il battesimo di sangue. «È per coloro per i quali Dio Padre l’ha preparato». Gesù insiste sulla pura gratuità della salvezza, che è tutto dono di Dio.

 

Spunti di Riflessione

Il servizio è amore
La domanda ambiziosa di Giacomo e di Giovanni suscita l’indignazione degli altri. Gesù approfitta di questa crisi di gelosia per fare il punto: non si entra nel Regno di Dio come in una società umana per farvi carriera; nel Regno di Dio si dovrà andare a caccia dei posti che tutti rifiutano. Nelle società i capi fanno pesare la loro autorità e fanno sentire il loro potere; nella Chiesa invece l’autorità sarà vista come un servizio e non come un prestigio. Non si tratta di brillare, ma di scomparire: ecco il paradosso della Croce.
Ispirandosi al Canto del Servo sofferente, Gesù dichiara: «Il Figlio dell’uomo non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». Questa frase, che riassume tutto il vangelo di S. Marco, è una delle più importanti del Nuovo Testamento. Gesù dichiara di realizzare nella sua persona due profezie apparentemente inconciliabili: quella del Servo sofferente (Is 53) e quella del Figlio dell’uomo glorioso (Dan 7).
L’immagine biblica del riscatto rinvia all’idea di una schiavitù o di una prigionia da cui l’uomo è incapace di liberarsi. Gesù entra nel campo di concentramento di questo mondo e libera dall’interno i prigionieri del peccato: il prezzo è il suo Sangue, espressione di un amore supremo.

 

La Parola per me, Oggi

Non è facile mettersi ai piedi degli altri, perché la nostra tentazione permanente è di elevarci, di comandare, di governare, di opprimere. Il semplice servizio dell’amore significa tuffarsi nel mistero della gratuità di Dio. Lasciati conquistare dall’amore di Gesù che si offre a te nell’Eucaristia, perché anche tu sappia concederti volentieri al servizio dei fratelli.

 

La Parola si fa Preghiera

Dio della pace e del perdono, tu ci hai dato in Cristo il sommo sacerdote che è entrato nel santuario dei cieli in forza dell’unico sacrificio di espiazione; concedi a tutti noi di trovare grazia davanti a te, perché possiamo condividere fino in fondo il calice della tua volontà e partecipare pienamente alla morte redentrice del tuo Figlio.

Il Mio Rosario
O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, noi non ti lasceremo mai più! (Rosarium Virginis Mariae, 43).
Mistero. Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria.

 

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