Messalino di Domenica 29 Agosto

Messalino di Domenica 29 Agosto

 

Dal libro del Deuteronòmio (4,1-2.6-8)

Mosè parlò al popolo dicendo: «Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi. Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore, vostro Dio, che io vi prescrivo. Le osserverete dunque, e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: “Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente”. Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? E quale grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi do?». 

* Possedendo la Legge (cioè la Torà, la Parola di Dio) Israele possiede la vera saggezza e la più grande prossimità e vicinanza a Dio. In tal modo i credenti devono essere i testimoni in mezzo agli altri popoli per attirarli al Dio dell’Alleanza.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 14)
Chi teme il Signore abiterà nella sua tenda.

Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua.

Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.

Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.

 

Dalla lettera di san Giacomo apostolo (1,17-18.21b-22.27)

Fratelli miei carissimi, ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre, creatore della luce: presso di lui non c’è variazione né ombra di cambiamento. Per sua volontà egli ci ha generati per mezzo della parola di verità, per essere una primizia delle sue creature. Accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza. Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi. Religione pura e senza macchia davanti a Dio Padre è questa: visitare gli orfani e le vedove nelle sofferenze e non lasciarsi contaminare da questo mondo.

* Bisogna accogliere la Parola con umile docilità e con lo sforzo di praticarla; lasciarsi penetrare dalla Parola che ci lancerà in un servizio di carità ai poveri (orfani e vedove).

 

Canto al Vangelo (Gc 1,18)
Alleluia, alleluia. Per sua volontà il Padre ci ha generati per mezzo della parola di verità, per essere una primizia delle sue creature. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Marco (7,1-8.14-15.21-23)

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

* Lunga discussione tra i farisei e Gesù sulle leggi di purità.

 

Spunti di Riflessione

Soltanto la fede
Le leggi di purità rituale, contenute nel Levitico (capitoli dall’11 al 16), erano state frangiate di numerose leggine, che venivano dagli uomini («tradizione degli antichi»). All’origine, queste leggine umane esprimevano un sentimento di grande delicatezza verso Dio (così il fatto di lavarsi le mani prima di prendere cibo e di lavare i bicchieri e le stoviglie non era una norma igienica, ma un rito: il pasto assumeva un carattere sacro, si mangiava in presenza di Dio). Ma poi avevano perso significato ed erano diventate semplice e arida etichetta. Gesù cita il profeta Isaìa (29,13): il vero culto sorge dal cuore. Il cuore indica i pensieri, gli affetti intimi dell’uomo. Gesù comunica alla folla questo insegnamento dato ai farisei e glielo esprime sotto forma di parabola. Principio d’oro: tutte le cose sono pure; il cuore umano le può rendere impure. Cioè, il bene e il male non sono nelle cose; sono in noi, nel «di dentro», nel «cuore», nei pensieri. Nel nostro cuore (abitato o disertato dallo Spirito Santo) nascono i fiori del bene oppure i fiori del peccato (Gesù ne fa una lista di 12: i primi 6 al plurale, gli ultimi 6 al singolare). Soltanto la fede (ascolto e pratica della Parola) purifica il cuore, non i riti. Occorre vegliare alla limpidità della sorgente. Per assicurarne la trasparenza, c’è un solo mezzo: lasciarsi penetrare dalla Parola di Dio.

 

La Parola per me, Oggi

«Il suo cuore è lontano da me». Tutti dobbiamo ammettere questa verità, che noi non controlliamo il nostro cuore. Quanti vorrebbero disfarsi dell’invidia e dell’orgoglio e, invece, si sorprendono a fare il contrario?

 

 

La Parola si fa Preghiera

Guarda, o Padre, il popolo cristiano radunato nel giorno memoriale della Pasqua, e fa’ che la lode delle nostre labbra risuoni nella profondità del cuore: la tua parola seminata in noi santifichi e rinnovi tutta la nostra vita.

 

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