Messalino di Domenica 5 Settembre

Messalino di Domenica 5 Settembre

 

Dal libro del profeta Isaìa (35,4-7a)

Dite agli smarriti di cuore:
«Coraggio, non temete!
Ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta,
la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi».
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto,
perché scaturiranno acque nel deserto,
scorreranno torrenti nella steppa.
La terra bruciata diventerà una palude,
il suolo riarso sorgenti d’acqua.

* Il popolo di Dio, Israele, sarà liberato dall’esilio e ci sarà pace e gioia nella natura. I messaggeri di questo lieto annuncio ricevono l’ordine da Dio (o dal suo profeta) di portare l’annuncio gioioso ai deportati depressi e «smarriti di cuore», i quali pensano che tutto sia finito e non ci sia più nulla da fare.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 145)
Loda il Signore, anima mia.

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

 

Dalla lettera di san Giacomo apostolo (2,1-5)

Fratelli miei, la vostra fede nel Signore nostro Gesù Cristo, Signore della gloria, sia immune da favoritismi personali.
Supponiamo che, in una delle vostre riunioni, entri qualcuno con un anello d’oro al dito, vestito lussuosamente, ed entri anche un povero con un vestito logoro. Se guardate colui che è vestito lussuosamente e gli dite: «Tu siediti qui, comodamente», e al povero dite: «Tu mettiti là, in piedi», oppure: «Siediti qui ai piedi del mio sgabello», non fate forse discriminazioni e non siete giudici dai giudizi perversi?
Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto
i poveri agli occhi del mondo, che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno, promesso a quelli che lo amano?

* Non è il denaro, ma la fede che dà valore e nobilita l’uomo; la fede, cioè l’accoglienza della Parola di Dio nella nostra vita. È vero: il denaro spesso chiude e la povertà apre.

 

Canto al Vangelo (Mt 4,23)
Alleluia, alleluia. Gesù annunciava il vangelo del Regno e guariva ogni sorta di infermità nel popolo. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Marco (7,31-37)

In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, pas-
sando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

* Nella guarigione del sordomuto, le orecchie si aprono alla parola di rivelazione di Gesù anche in terra pagana.

 

Spunti di Riflessione

«Dio che viene a salvare»
La voce di Isaìa si leva con un accento trionfale; egli osa parlare di rivincita («vendetta») di Dio. Il nostro Dio non è un Dio del passato né un Dio delle disfatte: è un «Dio che viene a salvare». Egli stesso viene a trasformare la condizione difficile e disperata degli uomini e del mondo.
Come il bimbo che accosta all’orecchio la conchiglia per udire il murmure del mare, così il profeta ode le prime battute della sinfonia di un mondo nuovo: la venuta di Dio sarà marcata da prodigi naturali (il deserto non sarà più arido, «scaturiranno acque») e da miracoli (il male e le malattie – ciechi, sordi, zoppi, muti – saranno vinte e guarite). Nell’universo, tutto è attesa, tutto è presentimento
di Dio; anche la natura beneficerà della salvezza totale.
Occorre riempirsi l’anima di questo futuro di Dio. Diceva
Emerson: «È necessario agganciare il proprio aratro alle stelle».

«Effatà, apriti»
È presentato a Gesù un sordomuto, perché lo guarisca con l’imposizione delle mani. La guarigione avviene in disparte, ma con una messinscena delle più espressive.
Quanta delicatezza e pazienza da parte di Gesù per venire in aiuto al sordomuto!
Il papa Paolo VI nel suo viaggio in Palestina volle offrire a Betlemme la casa «Effatà» ai piccoli arabi sordomuti: chi è colpito dalla sordità e dal mutismo è infelice perché chiuso a ogni comunicativa con gli altri e isolato da tutto. È la gente del luogo che conduce il sordomuto a Gesù; gli chiedono di imporgli le mani, cioè di prenderne possesso con la sua potenza miracolosa e di guarirlo.
La guarigione avviene con una serie di gesti concreti: 1° Gesù lo conduce «in disparte» (è questo il gesto di Gesù quando va a pregare isolatamente e personalmente); 2° Gesù lo vuole «lontano dalla folla» (cioè fuori dai gruppi di pressione); 3° Gesù gli «pone le dita negli orecchi» (Gesù ha chiamato lo Spirito Santo «il dito di Dio»); 4° Gesù con la saliva gli «tocca la lingua» (la saliva è la secrezione della Parola; la saliva era creduta di alto potere curativo; negli ossessi gli evangelisti sottolineano la «bava» del demonio, cioè la secrezione della menzogna); 5° Gesù «guarda verso il cielo» (Gesù quando prega il Padre «alza gli occhi al cielo»); 6° Gesù «emette un sospiro» (segno espressivo di sofferenza); 7° Gesù dice «Effetà» (o effatà = àpriti): ecco il miracolo che Gesù compie: aprire il sordomuto a Dio e agli altri.
Con questo racconto miracoloso, S. Marco vuole dare una cosiddetta «epifania» o rivelazione di Gesù: Gesù è l’uomo aperto agli altri; Gesù ricerca il contatto con tutti; Gesù è il Maestro che sa ascoltare, l’Amico che sa com-prendere, il Salvatore che sa accogliere. Non ha respinto né il traditore Giuda, né i suoi carnefici, né il ladrone.

 

La Parola per me, Oggi

Il testo di S. Giacomo (2 lettura) presenta questo enunciato iniziale: non bisogna fare favoritismi di persone. Poi, cita un caso concreto: nelle assemblee liturgiche il ricco attira, il povero viene trascurato. Ecco le nostre incongruenze: parliamo di comunità evangeliche e poi cerchiamo i gruppi omogenei; la nostra simpatia per i poveri è falsata dalla nostra aggressività verso i ricchi. Dio non è contro nessuno.

 

La Parola si fa Preghiera

O Padre, che scegli i piccoli e i poveri
per farli ricchi nella fede ed eredi del tuo regno,
aiutaci a dire la tua parola di coraggio
a tutti gli smarriti di cuore,
perché si sciolgano le loro lingue
e tanta umanità malata,
incapace perfino di pregarti,
canti con noi le tue meraviglie.

 

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