Messalino di Domenica 9 Gennaio

Messalino di Domenica 9 Gennaio

 

Dal libro del profeta Isaia (40,1-5.9-11)

«Consolate, consolate il mio popolo –
dice il vostro Dio.
Parlate al cuore di Gerusalemme
e gridatele che la sua tribolazione è compiuta
la sua colpa è scontata,
perché ha ricevuto dalla mano del Signore
il doppio per tutti i suoi peccati».
Una voce grida:
«Nel deserto preparate la via al Signore,
spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
Ogni valle sia innalzata,
ogni monte e ogni colle siano abbassati;
il terreno accidentato si trasformi in piano
e quello scosceso in vallata.
Allora si rivelerà la gloria del Signore
e tutti gli uomini insieme la vedranno,
perché la bocca del Signore ha parlato».
Sali su un alto monte,
tu che annunci liete notizie a Sion!
Alza la tua voce con forza,
tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.
Alza la voce, non temere;
annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!
Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
il suo braccio esercita il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa lo precede.
Come un pastore egli fa pascolare il gregge
e con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini sul petto
e conduce dolcemente le pecore madri».

* Il cuore degli esuli in Babilonia grondava di nostalgia per Gerusalemme lontana. È per loro l’annuncio della fine della schiavitù perché i peccati del popolo sono stati scontati, perché il Signore Dio “viene con potenza”, parla al cuore di Gerusalemme e la consola.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 103)
Benedici il Signore, anima mia.

Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto,
tu che distendi i cieli come una tenda.

Costruisci sulle acque le tue alte dimore,
fai delle nubi il tuo carro,
cammini sulle ali del vento,
fai dei venti i tuoi messaggeri
e dei fulmini i tuoi ministri.

Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.
Ecco il mare spazioso e vasto:
là rettili e pesci senza numero,
animali piccoli e grandi.

Tutti da te aspettano
che tu dia loro cibo a tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono;

Nascondi il tuo volto: li assale il terrore;
togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito (2,11-14; 3,4-7)

Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.
Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.
Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro,
e il suo amore per gli uomini,
egli ci ha salvati,
non per opere giuste da noi compiute,
ma per la sua misericordia,
con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo,
che Dio ha effuso su di noi in abbondanza
per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro,
affinché, giustificati per la sua grazia,
diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.

* San Paolo ci ricorda che la grazia, cioè l’amore misericordioso di Dio, è apparsa in Gesù; porta salvezza all’umanità; insegna a vivere bene “con sobrietà” (temperanza), “con giustizia” (onestà), “con pietà” (vita interiore di preghiera) e fa volgere gli occhi verso il ritorno finale di Gesù Cristo-Dio.

 

Canto al Vangelo (Lc 3,16)
Alleluia... Viene colui che è più forte di me, disse Giovanni; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Luca (3,15-16.21-22)

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

* Il battesimo è immersione; l’acqua è segno di un lavaggio interiore: pentimento, dolore. «Ma viene colui che è più forte di me...». Ecco, Giovanni lo annuncia perché lo aspetta, lo attende anche lui. Fa una dichiarazione di umiltà stupenda.

 

Spunti di Riflessione

«Tu sei il Figlio mio»
«Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». Il battesimo di Giovanni è solo esteriore, come l’acqua che passa sul corpo e lava. Il battesimo di Gesù è interiore come il fuoco che brucia tutto e come lo Spirito Santo che invade e imbeve tutti i tessuti dell’anima, trasformandola.
Luca sa che c’è un unico battesimo cristiano, quello per cui si rinasce «da acqua e da Spirito» (Gv 3,5). Gli apostoli lo decomporranno in due tempi e in due riti, a seguito della loro doppia esperienza del Cristo: pasquale e pentecostale. E si hanno i due sacramenti del Battesimo e della Cresima.
«Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera»: il tema della preghiera è caro a Luca. Gesù nella preghiera (del Giordano, della trasfigurazione, dell’agonia) vive con maggior intensità la sua condizione di Figlio.
«E discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba»: il Messia è colui che deve possedere in pienezza lo Spirito di Dio (cf Is 11,2; 61,1). Il simbolo della colomba ricorda Genesi 1,2 dove lo Spirito di Dio planava sulle acque come un uccello-madre per fecondarle; ma richiama ugualmente bene la «Shekinà», cioè la divina presenza di grazia che veniva appunto raffigurata con l’immagine della colomba. La colomba, dunque, annuncia qui il nuovo Israele, frutto dello Spirito.

«Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento»: la voce del Padre è tutta concentrata su Gesù. Si sente l’eco dei canti del profeta Isaìa sul Servo sofferente: dunque il battesimo di Gesù e il mistero pasquale sono in stretta relazione.
Il battesimo è per Gesù la sua consacrazione in qualità di Messia, Servo-Sofferente. La morte di Gesù sarà la consumazione e la pienezza del suo battesimo. Chiamati a essere «figli nel Figlio» il Padre ci vede e ci ama come figli soltanto «in Cristo Gesù». Tutto il mistero cristiano, il mistero del nostro battesimo è raccolto nella filialità.

 

La Parola per me, Oggi

Bisogna tracciare nel deserto la via al Signore, cioè la strada della conversione, del ritorno. Occorre colmare le carenze, le insufficienze (valli); si devono demolire i burroni delle colpe gravi. Allora splenderà la gloria misericordiosa del Signore.

 

La Parola si fa Preghiera

Padre d’immensa gloria,
tu hai consacrato con potenza di Spirito Santo
il tuo Verbo fatto uomo,
e lo hai stabilito luce del mondo
e alleanza di pace per tutti i popoli;
concedi a noi che oggi celebriamo
il mistero del suo battesimo nel Giordano,
di vivere come fedeli imitatori
del tuo Figlio prediletto,
in cui il tuo amore si compiace.

 

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