Messalino di Giovedì 19 Agosto

Messalino di Giovedì 19 Agosto

 

Dal libro dei Giudici (11,29-39a)

In quei giorni, lo spirito del Signore venne su Iefte ed egli attraversò Gàlaad e Manasse, passò a Mispa di Gàlaad e da Mispa di Gàlaad raggiunse gli Ammoniti.
Iefte fece voto al Signore e disse: «Se tu consegni nelle mie mani gli Ammoniti, chiunque uscirà per primo dalle porte di casa mia per venirmi incontro, quando tornerò vittorioso dagli Ammoniti, sarà per il Signore e io lo offrirò in olocausto».
Quindi Iefte raggiunse gli Ammoniti per combatterli e il Signore li consegnò nelle sue mani. Egli li sconfisse da Aroèr fin verso Minnit, prendendo loro venti città, e fino ad Abel Cheramìm. Così gli Ammoniti furono umiliati davanti agli Israeliti.
Poi Iefte tornò a Mispa, a casa sua; ed ecco uscirgli incontro la figlia, con tamburelli e danze. Era l’unica figlia: non aveva altri figli né altre figlie. Appena la vide, si stracciò le vesti e disse: «Figlia mia, tu mi hai rovinato! Anche tu sei con quelli che mi hanno reso infelice! Io ho dato la mia parola al Signore e non posso ritirarmi».
Ella gli disse: «Padre mio, se hai dato la tua parola al Signore, fa’ di me secondo quanto è uscito dalla tua bocca, perché il Signore ti ha concesso vendetta sugli Ammoniti, tuoi nemici». Poi disse al padre: «Mi sia concesso questo: lasciami libera per due mesi, perché io vada errando per i monti a piangere la mia verginità con le mie compagne».
Egli le rispose: «Va’!», e la lasciò andare per due mesi. Ella se ne andò con le compagne e pianse sui monti la sua verginità. Alla fine dei due mesi tornò dal padre ed egli compì su di lei il voto che aveva fatto.

* Il racconto non riflette tanto il sacrificio umano, a quell’epoca certamente praticato, quanto la necessità di adempiere i voti cui ci si è impegnati. Se vi è un insegnamento da trarre da questo passo, è quello di non prestare giuramento senza sufficiente motivo.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 39)
Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

Beato l’uomo che ha posto la sua fiducia nel Signore
e non si volge verso chi segue gli idoli
né verso chi segue la menzogna.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo.

Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.

 

Canto al Vangelo (Sal 94,8)
Alleluia, alleluia. Oggi non indurite il vostro cuore, ma ascoltate la voce del Signore. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Matteo (22,1-14)

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

* Dio ha abbandonato il suo popolo (Mt 21,43). Un nuovo popolo di Dio (la Chiesa) prende il suo posto. Ma basta appartenere a questo nuovo popolo di Dio? Le ultime parole danno la risposta.

 

Spunti di Riflessione

Un invito decisivo
L’insegnamento della parabola, nella sua versione originale, è quello delle due precedenti: coloro che sono stati chiamati per primi, gli Israeliti, con il loro rifiuto si escludono da sé dal Regno di Dio e il loro posto è preso da altri: i peccatori e i pagani. Mentre l’aggiunta della parabola della “veste nuziale” serve da monito per il cristiano che, come il popolo ebraico è rimasto escluso dal banchetto messianico per il suo colpevole rifiuto, può esserne cacciato per il suo indegno comportamento.
«Ma costoro non si curarono dell’invito e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari» (Mt 22,5). «Distaccare il nostro desiderio da tutti i beni e attendere. L’esperienza prova che questa attesa viene colmata. Si trova allora il bene assoluto» (S. Weil). Il Paradiso è raffigurato come un banchetto di nozze: banchetto per vivere, nozze per amare. Cioè, il Paradiso è Vita, è Amore.
L’abito di nozze è la grazia, la veste – dice l’Apocalisse – di lino finissimo, di un biancore abbagliante, che la Mamma Celeste ci sta tessendo col filo d’oro dell’amore eucaristico e col filo d’argento dell’umiltà e della carità fraterna.

 

La Parola per me, Oggi

Sempre il Signore ci invita alla sua festa: la Santa Messa è infatti un festino di nozze. Come ci vado? Il mio abito è in ordine? È un momento di profonda comunione: ma io sono in comunione con i fratelli?

 

 

La Parola si fa Preghiera

Abbi pietà di noi, Signore, nostro re, quando la preoccupazione delle cose terrene ci impedisce di rispondere al tuo invito. Prima che venga l’ora del giudizio, rendi libero il nostro cuore e rivolgilo a te. Nonostante la nostra indegnità potremo conoscere allora, grazie alla tua misericordia, la gioia del banchetto eterno.

 

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