Messalino di Giovedì 23 Settembre

Messalino di Giovedì 23 Settembre

 

Dal libro del profeta Aggeo (1,1-8)

L’anno secondo del re Dario, il primo giorno del sesto mese, questa parola del Signore fu rivolta per mezzo del  profeta Aggeo a Zorobabele, figlio di Sealtièl, governatore della Giudea, e  a Giosuè, figlio di Iosadàk, sommo sacerdote. 
«Così parla il Signore degli eserciti: Questo popolo dice: “Non è ancora venuto il tempo di ricostruire la casa del Signore!”». 
Allora fu rivolta per mezzo del profeta Aggeo questa parola del Signore: «Vi sembra questo il tempo di abitare tranquilli nelle vostre case ben coperte, mentre questa casa è ancora in rovina? Ora, così dice il Signore degli eserciti: Riflettete bene sul vostro comportamento! Avete seminato molto, ma avete raccolto poco; avete mangiato, ma non da togliervi la fame; avete bevuto, ma non fino a inebriarvi; vi siete vestiti,  ma non vi siete riscaldati; l’operaio ha avuto il salario, ma per metterlo in un sacchetto forato. Così dice il Signore degli eserciti: Riflettete bene sul vostro comportamento! Salite sul monte, portate legname, ricostruite la mia casa. In essa mi compiacerò e manifesterò la mia gloria, dice il Signore».

* Dopo il primo ritorno dei reduci da Babilonia le cose non marciano affatto bene per il popolo. Alcuni si sono costruiti delle abitazioni confortevoli mentre il Tempio è ancora in rovina. Bisogna prima di tutto ricostruire il Tempio e tutto andrà bene.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 149)
Il Signore ama il suo popolo.

Cantate al Signore un canto nuovo;
la sua lode nell’assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo creatore,
esultino nel loro re i figli di Sion.

Lodino il suo nome con danze,
con tamburelli e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo,
incorona i poveri di vittoria.

Esultino i fedeli nella gloria,
facciano festa sui loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca:
questo è un onore per tutti i suoi fedeli.

 

Canto al Vangelo (Gv 14,6)
Alleluia, alleluia. Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Luca (9,7-9)

In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». 
Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.

* Il desiderio di Erode di vedere Gesù è un’allusione delicatissima alla futura passione di Gesù: Erode conoscerà il Signore per la prima volta durante la passione.

 

Spunti di Riflessione

Il desiderio di Erode
L’esito della missione degli apostoli mandati da Gesù è meraviglioso: il Messaggio corre come un lieto annuncio di luogo in luogo; gli ammalati sono guariti; la Parola di Gesù penetra dappertutto, anche nel palazzo di Erode. Ma nel palazzo di Erode l’effetto è diverso. Alcuni credono che sia ritornato Elia, altri presumono che sia risorto qualcuno dei grandi profeti, altri vi vedono il Battista redivivo.
Erode, come tutti coloro che non vogliono cambiare, si fa le domande e si dà anche le risposte. Così alla fine ne sa quanto prima. Perché a parlare non si impara niente; ad ascoltare, invece, si può imparare qualcosa. Se poi si ascolta Gesù, allora si impara tutto quello che serve per avere la vita e averla in abbondanza (cfrr Gv 10,10). Ma Erode non vuole ascoltare, perché non vuole cambiare le sue convinzioni di comodo. Egli vive per il potere e strumentalizza tutto per mantenere il potere. O Gesù serve al suo potere, o lo elimina. Egli cerca Gesù per ucciderlo (Lc 13,31) e lo vedrà per deriderlo, nientificarlo e mandarlo a morte (Lc 23,11).
Era stato chiamato a conversione dal Battista, ma aveva preferito spegnere la parola di Dio, ucciderla, piuttosto che convertirsi. Leggiamo nel libro dei Proverbi 15,32: «Chi ascolta il rimprovero, acquista senno». Ma Erode è giunto al livello ultimo del male, la stupidità, in cui non si distingue più il bene dal male: è la cecità totale. Quando essa è cosciente, è il peccato contro lo Spirito santo.

 

La Parola per me, Oggi

Cristo è tutto, è il tutto della nostra vita. Come poterlo esprimere? Con la fedeltà alla sua parola, con il seguirlo giorno dopo giorno, lasciando che la luce entri nella propria storia e in quella dei fratelli. Chi è per me Cristo? È una novità da scoprire, ricca com’è di Mistero che si svela a poco a poco.

 

 

La Parola si fa Preghiera

Signore, anche noi vogliamo vederti, ma, come Erode, ti deridiamo quando ti incontriamo, perché non prestiamo ascolto a chi ci ricorda che le tue vie non sono le nostre vie! Donami un cuore sempre disposto a convertirsi, per vederti come sei!

 

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