Messalino di Giovedì 26 Agosto

Messalino di Giovedì 26 Agosto

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi (3,7-13)

Fratelli, in mezzo a tutte le nostre necessità e tribolazioni, ci sentiamo consolati a vostro riguardo, a motivo della vostra fede. Ora, sì, ci sentiamo rivivere, se rimanete saldi nel Signore.
Quale ringraziamento possiamo rendere a Dio riguardo a voi, per tutta la gioia che proviamo a causa vostra davanti al nostro Dio, noi che con viva insistenza, notte e giorno, chiediamo di poter vedere il vostro volto e completare ciò che manca alla vostra fede?
Voglia Dio stesso, Padre nostro, e il Signore nostro Gesù guidare il nostro cammino verso di voi!
Il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi.

* Paolo è lontano da Tessalonica. Teme le conseguenze delle false predicazioni e delle persecuzioni che subiscono i cristiani. Domanda perciò a Dio la gioia di rivedere i suoi per farli progredire nella fede.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 89)
Saziaci, Signore, con il tuo amore.

Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.        

Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.

 

Canto al Vangelo (Mt 24,42a.44)
Alleluia... Vegliate e tenetevi pronti, perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Matteo (24,42-51)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.
Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni.
Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».

* Con due opposte parabole Gesù chiede che il discepolo di Cristo sia fedele e prudente in vista degli avvenimenti finali.

 

Spunti di Riflessione

Il servo è...
La certezza dell’arrivo e l’ignoranza della data del ritorno trionfale di Cristo, hanno come conseguenza la necessità della vigilanza. La venuta manifesta del Signore segna anche l’ora del giudizio. In Matteo la vigilanza diventa una preparazione mediante le opere buone. Bisogna impedire che il sonno appesantisca la comunità. La vigilanza sfrutta il momento presente in vista del futuro: chi aspettando il futuro di Dio si tiene pronto, sa comprendere l’ora.
Il servo è fedele se si impegna a eseguire fedelmente il servizio affidatogli dal suo padrone. Il servo è prudente e intelligente se svolge il suo servizio nell’attesa del suo padrone che gli darà lode e ricompensa, ma lo attende come se dovesse ritornare tra poco e contemporaneamente come se dovesse ritornare tra molto tempo. Cioè agisce come se avesse pochissimo tempo e come se ne avesse molto: è rapido ma non angosciato; pronto ma non ansioso; attivo ma non comodista.
Il servo malvagio bastona e martirizza i suoi dipendenti, dimenticando che gli erano stati affidati per un servizio superiore e che sono suoi fratelli.

 

La Parola per me, Oggi

Ciascuno è a suo modo responsabile degli altri fratelli e sorelle della casa. La vigilanza evangelica perciò non è semplicemente un’attesa vuota e neppure un’operosità rivolta solo a curare se stessi. Purtroppo facilmente prevale in noi l’egocentrismo che porta ad affannarci per noi stessi e le nostre cose, distraendoci dalla vocazione che il Signore ci ha affidato.

 

 

La Parola si fa Preghiera

Signore Gesù, figlio dell’uomo, tu verrai nell’ora che non immaginiamo. Aiutaci a vegliare nella preghiera e ad essere sempre pronti al servizio dei fratelli, perché alla tua venuta tu possa trovare in noi dei servi fedeli, felici di accoglierti e di entrare nella gioia della tua eternità, per i secoli dei secoli.

 

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