Messalino di Lunedì 13 Maggio

Messalino di Lunedì 13 Maggio

 

Dagli Atti degli Apostoli (19,1-8)

Mentre Apollo era a Corinto, Paolo, attraversate le regioni dell’altopiano, scese a Èfeso.
Qui trovò alcuni discepoli e disse loro: «Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?». Gli risposero: «Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo». Ed egli disse: «Quale battesimo avete ricevuto?». «Il battesimo di Giovanni», risposero. Disse allora Paolo: «Giovanni battezzò con un battesimo di conversione, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù».
Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare. Erano in tutto circa dodici uomini.
Entrato poi nella sinagoga, vi poté parlare liberamente per tre mesi, discutendo e cercando di persuadere gli ascoltatori di ciò che riguarda il regno di Dio.

* Paolo spiega la differenza fra il battesimo di Giovanni e quello dato nel Nome di Gesù. Essi devono credere in lui perché vengono battezzati in lui con lo Spirito Santo.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 67)
Regni della terra, cantate a Dio.

Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici
e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.
Come si dissolve il fumo, tu li dissolvi;
come si scioglie la cera di fronte al fuoco,
periscono i malvagi davanti a Dio.

I giusti invece si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia.
Cantate a Dio, inneggiate al suo nome:
Signore è il suo nome.

Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.
A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri.

 

Canto al Vangelo (Col 3,1)
Alleluia, alleluia. Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Giovanni (16,29-33)

In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio».
Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.
Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

* Gli Undici sono entusiasti della risposta di Gesù; credono di averla interamente capita. Dimenticano che la perfetta intelligenza è stata promessa solo più tardi, tramite lo Spirito Santo.

 

Spunti di Riflessione

Il Padre è con me

* Chi è nella sofferenza ha bisogno di un angelo accanto a sé che lo conforti. Basta semplicemente la presenza, l’essere lì, è già tutto. Gesù dice: «Mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me». Anche quando saremo abbandonati da tutti, anche quando saremo immersi nella più profonda agonia, quando toccheremo l’abisso sconfinato della sofferenza, prima di essere proiettati dall’onda dolce della morte nell’eternità, in Dio, anche allora non saremo soli: c’è la Trinità in noi. C’è il Padre, anche se sembrerà che ci abbia abbandonati, perché prima di comparire dinanzi a Dio che è «totalmente altro», noi dobbiamo attraversare la sofferenza estrema.

Io ho vinto il mondo

* Ciò che Gesù dice ai suoi nell’ora della dispersione vicina ha lo scopo di incoraggiarli. Vuole, cioè, che dopo le ore di sbandamento, essi ritrovino in lui la pace, quella che il mondo non può dare, perché appartiene esclusivamente a Lui. Gesù ha vinto il mondo disarmandolo. Gli ha tolto quanto possedeva di attraente; le ricchezze egli le ha disprezzate conducendo una vita povera; gli onori li ha calpestati con la sua umiltà, scacciando e spodestando il demonio, principe del mondo, e convertendo gli uomini. «Quando sarò levato in alto da terra, attirerò tutti a me». Nella Lettera ai Romani, San Paolo ha scritto il più trionfale commento a questa parola di Cristo: «In tutte le avversità che il mondo può procurare, noi non siamo soltanto vincitori, ma stravinciamo per mezzo di colui che ci ha amati». San Paolo usa un verbo estremamente raro fra gli autori classici: «stravincere». Pace, tribolazione, fiducia, vittoria; con queste quattro parole, Gesù riassume tutto il contenuto dei colloqui di commiato.

 

La Parola per me, Oggi

«Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!»: sia questa oggi la frase che ci lancia in una fiducia totale, in qualsiasi situazione veniamo a trovarci. Un esercizio utile potrebbe essere questo: quando la paura bussa forte alla porta del nostro cuore, ripetiamo più volte: «Gesù, Tu hai vinto il mondo», consegnandogli con fiducia ogni nostra angoscia.

 

La Parola si fa Preghiera

Quando il dolore bussa forte, donaci forza, Signore.
Quando resistere sembra impossibile, rendici umili.
Quando la prova ci disperde, mostraci la strada del ritorno.
Allora conosceremo la tua pace cantando la Tua vittoria.

- UN MESE A MARIA -
Maria Santissima è l’acquedotto con cui fluiscono nella Chiesa e nell’anima fedele i doni della grazia” (Ricardo di S. Lorenzo).
Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria.

 

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