Messalino di Lunedì 19 Aprile

Messalino di Lunedì 19 Aprile

 

Dagli Atti degli Apostoli (6,8-15)

In quei giorni, Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo.
Allora alcuni della sinagoga detta dei Liberti, dei Cirenèi, degli Alessandrini e di quelli della Cilìcia e dell’Asia, si alzarono a discutere con Stefano, ma non riuscivano a resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava.
Allora istigarono alcuni perché dicessero: «Lo abbiamo udito pronunciare parole blasfeme contro Mosè e contro Dio». E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo condussero davanti al sinedrio.
Presentarono quindi falsi testimoni, che dissero: «Costui non fa che parlare contro questo luogo santo e contro la Legge. Lo abbiamo infatti udito dichiarare che Gesù, questo Nazareno, distruggerà questo luogo e sovvertirà le usanze che Mosè ci ha tramandato».
E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come quello di un angelo.

* I sobillatori non resistono nella discussione con Stefano e allora si vendicano in un’altra maniera, mentendo. È facile scaldare le menti buttando là delle frasi... Da lì all’atto di violenza il passaggio è breve.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 118)
Beato chi cammina nella legge del Signore.

Anche se i potenti siedono e mi calunniano,
il tuo servo medita i tuoi decreti.
I tuoi insegnamenti sono la mia delizia:
sono essi i miei consiglieri.

Ti ho manifestato le mie vie e tu mi hai risposto;
insegnami i tuoi decreti.
Fammi conoscere la via dei tuoi precetti
e mediterò le tue meraviglie.

Tieni lontana da me la via della menzogna,
donami la grazia della tua legge.
Ho scelto la via della fedeltà,
mi sono proposto i tuoi giudizi. 

 

Canto al Vangelo (Mt 4,4)
Alleluia, alleluia. Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,22-29)

Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie.
Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

* Gesù è un’altra riva, è un’altra vita, è un altro pane, è un’altra fame. L’opera primordiale che si impone a ogni uomo è di credere a Colui che Dio ha inviato: Gesù cerca di attirare l’attenzione sulla sua persona.

 

Spunti di Riflessione

Un altro cibo
Gesù spiega a quelli che gli chiedono: «Rabbi, quando sei venuto qua?» che la loro domanda è una maldestra espressione della fame spirituale che li travaglia. «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Alle opere (al plurale) che l’uomo pretende di compiere per Dio, Gesù oppone l’opera di Dio che è la fede posta nel cuore dell’uomo. Nel discorso precedente, Gesù aveva insistito sulla fede in colui che lo aveva mandato (cioè  nel Padre); ora insiste sulla fede in colui che è mandato (cioè in Gesù).
Israele, il primo giorno che entrò nella terra promessa, disse: «Che buono Dio!»; e danzò e tacque di stupore. Il secondo giorno disse: «Che buono Dio, che ci ha dato la terra!»; e cantò e guardò con gioia il cielo e la terra. Il terzo giorno disse: «Che buona la terra che Dio ci ha dato!»; e guardò con piacere la terra e il cielo. Il quarto giorno disse:«Che buona la terra!»; e guardò con avidità la terra. Il quinto giorno tacque, dimenticò il Padre e guardò con invidia il vicino. Nel sesto giorno ognuno cominciò a litigare con il fratello, per ampliare i propri confini. Così ebbe inizio, e continuò, tutto ciò che leggiamo nei libri di storia e sui giornali: furti e omicidi, imbrogli e menzogne, violenze e ingiustizie, oppressioni e mali di ogni tipo. Il giardino divenne deserto e tutti finirono in esilio, senza terra, senza Padre e senza fratelli.

 

La Parola per me, Oggi

Non riuscivano a resistere alla sapienza ispirata con cui Stefano parlava. «Lo Spirito Santo vi suggerirà tutto», ha detto Gesù. Occorre lasciarsi guidare dallo Spirito Santo, avere una particolare devozione allo Spirito Santo, concretizzata; ad esempio, nei momenti difficili della giornata, non decidere nulla senza una breve, anche istantanea invocazione allo Spirito Santo.

 

La Parola si fa Preghiera

Signore Gesù, anche noi, come la folla del Vangelo, ti cerchiamo, ma nessuna barca ormai può condurci presso di te. Donaci la gioia di trovarti camminando nella fede nel Padre che ti ha inviato, e che regna con te e con lo Spirito Santo nei secoli dei secoli.

 

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