Messalino di Lunedì 19 Luglio

Messalino di Lunedì 19 Luglio

 

Dal libro dell’Esodo (14,5-18)

In quei giorni, quando fu riferito al re d’Egitto che il popolo era fuggito, il cuore del faraone e dei suoi ministri si rivolse contro il popolo. Dissero: «Che cosa abbiamo fatto, lasciando che Israele si sottraesse al nostro servizio?». Attaccò allora il cocchio e prese con sé i suoi soldati. Prese seicento carri scelti e tutti i carri d’Egitto con i combattenti sopra ciascuno di essi. 
Il Signore rese ostinato il cuore del faraone, re d’Egitto, il quale inseguì gli Israeliti mentre gli Israeliti uscivano a mano alzata. Gli Egiziani li inseguirono e li raggiunsero, mentre essi stavano accampati presso il mare; tutti i cavalli e i carri del faraone, i suoi cavalieri e il suo esercito erano presso Pi-Achiròt, davanti a Baal-Sefòn.
Quando il faraone fu vicino, gli Israeliti alzarono gli occhi: ecco, gli Egiziani marciavano dietro di loro! Allora gli Israeliti ebbero grande paura e gridarono al Signore. E dissero a Mosè: «È forse perché non c’erano sepolcri in Egitto che ci hai portati a morire nel deserto? Che cosa ci hai fatto, portandoci fuori dall’Egitto? Non ti dicevamo in Egitto: “Lasciaci stare e serviremo gli Egiziani, perché è meglio per noi servire l’Egitto che morire nel deserto”?». Mosè rispose: «Non abbiate paura! Siate forti e vedrete la salvezza del Signore, il quale oggi agirà per voi; perché gli Egiziani che voi oggi vedete, non li rivedrete mai più! Il Signore combatterà per voi, e voi starete tranquilli».
Il Signore disse a Mosè: «Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino  nel mare all’asciutto. Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui suoi cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri».

* Dio indurisce il cuore del faraone, cioè lo priva della grazia che prevedeva inutile, e gli permette persino di operare contro di Lui, per mostrare tutta la sua onnipotenza nel vincerlo.

 

Salmo Responsoriale (Cant.: Es 15,1-6)
Cantiamo al Signore: stupenda è la sua vittoria.

Voglio cantare al Signore,
perché ha mirabilmente trionfato:
cavallo e cavaliere
ha gettato nel mare.

Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.
È il mio Dio: lo voglio lodare,
il Dio di mio padre: lo voglio esaltare!

I carri del faraone e il suo esercito
li ha scagliati nel mare;
i suoi combattenti scelti
furono sommersi nel Mar Rosso.

La tua destra, Signore,
è gloriosa per la potenza,
la tua destra, Signore,
annienta il nemico.

 

Canto al Vangelo (cfr Sal 94 (95),8ab)
Alleluia, alleluia. Oggi non indurite il vostro cuore, ma ascoltate la voce del Signore. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Matteo (12,38-42)

In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno». 
Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e  tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. 
Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!». 

* Gesù offre il segno di Giona, il segno della sua morte ormai prossima. A coloro che sono chiusi nelle loro idee e nel loro egoismo, Dio offre il segno di un Salvatore abbandonato alla morte.

 

Spunti di Riflessione

Il vero segno
Nessun segno sostituisce la fede; tutti portano ad essa, e in essa, in qualche modo finiscono. Quando ci fidiamo di Dio, non chiediamo più delle prove; incominciamo invece a dargli fiducia. Il vero segno della fede è quindi la nostra conversione alla sua Parola. Quanto Gesù ha fatto è sufficiente a credere che con lui è finito il regno di satana e iniziato quello di Dio. Dio concede come segno definitivo l’annuncio della sua misericordia. Così rispetta sia la libertà dell’uomo, che può aderire o meno alla proposta, sia la propria verità di amore, che non può non rispettarla. Altri segni di tipo spettacolare, che costringono all’assenso, sono rifiutati come tentazioni. L’amore esige, anzi crea libertà! Chi ama è sempre esposto al rifiuto: pur di non costringere l’altro, muore lui stesso di passione non corrisposta. Ma proprio così dà, oltre ogni segno, la realtà di un amore assoluto e senza condizioni. La Parola, che ci chiama alla conversione è l’annuncio di questo amore rifiutato e crocifisso per noi. Dio non ci può dare nessun segno più grande di questo. Pretenderne altri è non aver capito chi è lui e cos’è la fede. Dio è amore, e la fede è accettare questa sua prova di amore.

 

La Parola per me, Oggi

Esaminiamo oggi il nostro rapporto con Dio: abbiamo con lui un rapporto di ricatto, come i giudei che pretendono un segno, o di fiducia?

 

La Parola si fa Preghiera

Fa’ che ascoltiamo la tua voce, Signore, e non le nostre assurde pretese di sicurezza. Abbi pietà di noi, che troppo spesso siamo ansiosi di segni e poveri di quella fiducia che vede in te il segno inconfondibile di un Amore senza limiti, che ci chiama a conversione.

 

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