Messalino di Lunedì 5 Aprile

Messalino di Lunedì 5 Aprile

 

Dagli Atti degli Apostoli (2,14.22-32)

[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Uomini di Giudea, e voi tutti abitanti di Gerusalemme, vi sia noto questo e fate attenzione alle mie parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene –, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso. Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere.
Dice infatti Davide a suo riguardo: “Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai la mia vita negli ínferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza”.
Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli ínferi, né la sua carne subì la corruzione.
Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire».

* Gli stessi uomini che, poco tempo prima, si rintanavano spaventati, osano proclamare pubblicamente un evento incredibile: Gesù, il crocifisso, è risorto, è entrato ora nella pienezza della vita. Chiamano i loro uditori a entrare in una visione radicalmente nuova del disegno di Dio.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 15)
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu,
solo in te è il mio bene».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli ínferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. 

 

Canto al Vangelo (Sal 117,24)
Alleluia, alleluia. Questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Matteo (28,8-15)

In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi.

* Davanti all’apparizione dell’angelo e all’irruzione della maestà divina, le donne sono prese dal timore. Contemporaneamente le invade una grande allegrezza: il sepolcro per loro è diventato non più luogo di tristezza e di lamento per un morto, ma di gioia e di lode giubilante per il Risorto.

 

Spunti di Riflessione

Donna, apostola degli apostoli
Gesù si fa incontro alle donne e le invia come apostole degli apostoli, come prime evangelizzatrici delle sua risurrezione. Chi potrà dire il ruolo della donna e la sua primaria importanza nell’evangelizzazione? Le prime evangelizzatrici, sono le donne. La donna ha un fascino particolare per evangelizzare, per dare questo annuncio di gioia e di risurrezione. Ha un’attrattiva particolare. L’uomo arriverà dopo. Quindi la prima missione della donna, la più specifica che è la vera maternità, è l’evangelizzazione.

Una festa senza fine
Perché la nostra vita sia sempre più pasquale, occorre lasciarci plasmare da Dio secondo l’immagine del Cristo. Nel battesimo il cristiano vede riprodursi in lui il mistero di morte e di vita che si è compiuto nel Cristo (Col 2,10). Dobbiamo tendere in tutta la nostra vita verso la perfezione d’una simile immagine: «Noi tutti che, a viso scoperto, riflettiamo come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati in questa stessa immagine sempre più gloriosa, come si addice all’azione del Signore, che è Spirito» (2Cor 3,18). «Se voi siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, là dove si trova il Cristo che siede alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Siete morti, infatti, e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. Quando il Cristo, vostra vita, si manifesterà, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria» (Col 3,1-14). Soltanto alla fine di una vita di lotta contro il peccato e di comunione con il Cristo, il cristiano finirà col portare in perfezione, nei suoi tratti, la somiglianza del Figlio, immagine del Padre.
La nostra esistenza di cristiani consiste nel vivere continuamente il mistero pasquale: piccole morti successive, seguite dalle attrattive della risurrezione. È qui l’origine della festa. Già S. Atanasio proclamava: «Il Cristo risorto fa della vita dell’uomo una festa perenne».

 

La Parola per me, Oggi

Oggi esaminerò il mio atteggiamento nei riguardi del Risorto. Il mio credere è un passivo e inerte aderire a un dato ricevuto per tradizione, o qualcosa che mi spinge inevitabilmente verso gli altri, nel desiderio incontenibile di comunicare loro la mia gioia?

 

La Parola si fa Preghiera

Concedimi, Signore, di percorrere i sentieri della vita cercando il tuo volto, in quello, spesso segnato dal dolore e dall’amarezza del non-senso, di tanti miei fratelli. Che io possa portare loro il lieto annuncio che tu li ami e sei con loro.

 

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