Messalino di Lunedì 8 Novembre

Messalino di Lunedì 8 Novembre

 

Dal libro della Sapienza (1,1-7)

Amate la giustizia, voi giudici della terra,
pensate al Signore con bontà d’animo
e cercatelo con cuore semplice.
Egli infatti si fa trovare da quelli che non lo mettono alla prova,
e si manifesta a quelli che non diffidano di lui.
I ragionamenti distorti separano da Dio;
ma la potenza, messa alla prova, spiazza gli stolti.
La sapienza non entra in un’anima che compie il male
né abita in un corpo oppresso dal peccato.
Il santo spirito, che ammaestra, fugge ogni inganno,
si tiene lontano dai discorsi insensati
e viene scacciato al sopraggiungere dell’ingiustizia.
La sapienza è uno spirito che ama l’uomo,
e tuttavia non lascia impunito il bestemmiatore per i suoi discorsi,
perché Dio è testimone dei suoi sentimenti,
conosce bene i suoi pensieri
e ascolta ogni sua parola.
Lo spirito del Signore riempie la terra
e, tenendo insieme ogni cosa, ne conosce la voce.

* La perversità, che è causa della morte, separa da Dio e produce opere di condanna (i peccati del cuore e della bocca). L’insipienza è detta ingiustizia; qualunque sia la forma dell’empietà, essa ha qualche cosa di tortuoso e di sinuoso.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 138)
Guidami, Signore, per una via di eternità.

Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
intendi da lontano i miei pensieri,
osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie.

La mia parola non è ancora sulla lingua
ed ecco, Signore, già la conosci tutta.
Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.
Meravigliosa per me la tua conoscenza,
troppo alta, per me inaccessibile.

Dove andare lontano dal tuo spirito?
Dove fuggire dalla tua presenza?
Se salgo in cielo, là tu sei;
se scendo negli inferi, eccoti.

Se prendo le ali dell’aurora
per abitare all’estremità del mare,
anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.

 

Canto al Vangelo (Fil 2,15d.16a)
Alleluia, alleluia. Risplendete come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Luca (17,1-6)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!
Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai».
Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».

* Il comando di perdonare sempre capovolge talmente le visuali dei discepoli che sentono il bisogno di rivolgersi alla potenza del Signore Gesù perché sia Lui stesso ad aumentare la fede in queste parole e gli dia la forza di praticarle.

 

Spunti di Riflessione

Bontà senza confini
Il domandare perdono non è facile. Occorre confessarsi umilmente del male fatto e ritrattarsi.
L’accordare il perdono è spesso più difficile ancora. Occorre un cuore grande, che non badi all’ingiustizia subita e smorzi il torto, senza conservarne l’aculeo nell’anima.
E quando uno offende più volte di seguito? Gesù vuole che gli si perdoni, anche se la stessa persona ha già ricevuto sette volte il perdono dopo l’offesa.
Questo lo può fare solo chi ha un cuore religioso. Davanti a Dio egli sa che, come peccatore, anche a lui Dio perdona.
Chi non è disposto a ripetere sempre: «Signore, abbi pietà di me peccatore», non ha un’idea esatta né di se stesso, né della grandezza di Dio. La bontà di Dio è senza confini e il perdono di Dio è senza limiti.

 

La Parola per me, Oggi

Le parole del Signore sono dure perché Lui è amore e vuole la salvezza per i suoi figli. Preghiamo il Signore perché non si allontani mai un fratello da Lui per causa nostra.

 

 

La Parola si fa Preghiera

Signore, mi prostro davanti a te, misericordioso senza fine, poiché mi sono sostituito alla tua giustizia. Quante volte ho voluto regolare dei litigi quando tu mi richiamavi al perdono delle offese sette volte al giorno. Ho giudicato, e così ho perso la purezza del cuore. Mio Dio, concedici di prendere coscienza del fatto che lo scandalo non arriva solamente a causa della condotta degli altri, ma anche a causa della durezza dei nostri cuori pronti al giudizio.

 

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