Messalino di Martedì 16 Febbraio

Messalino di Martedì 16 Febbraio

 

Dal libro della Genesi (6,5-8; 7,1-5.10)

Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni intimo intento del loro cuore non era altro che male, sempre. E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo.
Il Signore disse: «Cancellerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato e, con l’uomo, anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito di averli fatti». Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore.
Il Signore disse a Noè: «Entra nell’arca tu con tutta la tua famiglia, perché ti ho visto giusto dinanzi a me in questa generazione. Di ogni animale puro prendine con te sette paia, il maschio e la sua femmina; degli animali che non sono puri un paio, il maschio e la sua femmina. Anche degli uccelli del cielo, sette paia, maschio e femmina, per conservarne in vita la razza su tutta la terra. Perché tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti; cancellerò dalla terra ogni essere che ho fatto». Noè fece quanto il Signore gli aveva comandato.
Dopo sette giorni, le acque del diluvio furono sopra la terra.

* Dio si pente di aver creato l’uomo, ma il suo aspetto di giudice non oscura quello di salvatore e di fonte della vita. Segno della speranza che la vita continua e acquista forze nuove è Noè, personificazione del giusto che vi è nell’umanità.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 28)
Il Signore benedirà il suo popolo con la pace.

Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo.            

La voce del Signore è sopra le acque,
il Signore sulle grandi acque.
La voce del Signore è forza,
la voce del Signore è potenza.

Tuona il Dio della gloria,
nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
Il Signore è seduto sull’oceano del cielo,
il Signore siede re per sempre.

 

Canto al Vangelo (Gv 14,23)
Alleluia, alleluia. Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Marco (8,14-21)

In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane.
Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».

* I discepoli sono talmente immersi nei pensieri di ogni giorno, che non riescono a penetrare nelle severe parole di Gesù e continuano a manifestarsi l’un l’altro le loro preoccupazioni per il pane. Gesù cerca di portarli a riflettere e capire.  

 

Spunti di Riflessione

“Guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode”
Come gli antichi profeti erano costretti a svolgere la loro missione in mezzo a un popolo ribelle e insensato, così anche i discepoli sono circondati dall’incredulità e dall’incomprensione e si trovano esposti al grandissimo pericolo di finire con l’assomigliare a quelli stessi increduli che li circondano.
Avvertimento a guardarsi dal lievito dei Farisei e di Erode. Dietro a queste parole si trova ancora, per l’evangelista, l’incredula richiesta d’un segno dal cielo ch’egli ha raccontato poco prima. Sembra che Gesù continui ad occuparsi della mentalità dei Farisei. A questa s’adattano perfettamente le parole sul lievito, che l’evangelista conosceva. Infatti il lievito era nel giudaismo l’immagine di una forza che agisce interiormente, per lo più in senso cattivo; quest’immagine, applicata agli uomini, designava «l’istinto perverso». Nelle parole di Gesù, però, il pensiero non corre alla spinta verso azioni moralmente malvage in senso stretto, come il peccato e il vizio, ma più genericamente a una mentalità deleteria, che riempie di sé l’uomo e influisce anche sugli altri in modo contagioso.

Gesù ammonisce a guardarsi anche dal lievito di Erode. Erode era stato già presentato con la sua personalità ai lettori (Mc 6,14-29); nel suo giudizio su Gesù egli si era espresso ironicamente, asserendo che poteva essere benissimo il Battista risorto, quello stesso che egli aveva fatto decapitare. Ciò dimostra che il suo atteggiamento era un misto di indifferenza, di scetticismo e di repulsione nei riguardi di Gesù.

 

La Parola per me, Oggi

È davvero forte per noi l’attrattiva e la preoccupazione per le cose del mondo; ci prende talvolta al punto di farci dimenticare la potenza e la provvidenza divina. «Avete il cuore indurito?», chiede Gesù. Guardate gli uccelli del cielo e i gigli dei campi... Gesù ci orienta così verso una fame diversa e un pane diverso. «Io sono il pane vivo disceso dal cielo e chi mangia di questo pane non avrà più fame». Dovremmo ripetere spesso quella invocazione che sgorgò un giorno dalla folla dopo il discorso di Gesù sul pane di vita: «Signore dacci sempre questo pane».

 

La Parola si fa Preghiera

Facci ritornare a te, Signore, e noi ritorneremo, arsi dal desiderio di Te. Saziaci Tu, Pane di vita, e noi non inseguiremo più vuoti piaceri. Apri i nostri occhi perché riconosciamo il tuo luminoso passare nel fluire dei giorni. Di’ “effatà” ai nostri orecchi affinché possiamo udire la tua Parola e pieni di gioia annunciare ai fratelli: «Abbiamo visto il Signore!».

 

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