Messalino di Martedì 2 Marzo

Messalino di Martedì 2 Marzo

 

Dal libro del profeta Isaia (1,10.16-20)

Ascoltate la parola del Signore,
capi di Sòdoma;
prestate orecchio all’insegnamento del nostro Dio,
popolo di Gomorra!
«Lavatevi, purificatevi,
allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.
Cessate di fare il male,
imparate a fare il bene,
cercate la giustizia,
soccorrete l’oppresso,
rendete giustizia all’orfano,
difendete la causa della vedova».
«Su, venite e discutiamo
– dice il Signore.
Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto,
diventeranno bianchi come neve.
Se fossero rossi come porpora,
diventeranno come lana.
Se sarete docili e ascolterete,
mangerete i frutti della terra.
Ma se vi ostinate e vi ribellate,
sarete divorati dalla spada,
perché la bocca del Signore ha parlato».

* In realtà, non c’è colpa che esaurisca il perdono divino, a condizione di pentirsi e cambiare vita. Se non c’è questa volontà di rinnovamento, allora avviene una rottura: il popolo di Giuda sarà divorato dalla spada degli Assiri.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 49)
A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.

Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
i tuoi olocàusti mi stanno sempre davanti.
Non prenderò vitelli dalla tua casa
né capri dai tuoi ovili.

Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle?

Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.
Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora;
a chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio.

 

Canto al Vangelo (cfr Ez 18,31a)
Lode e onore a te, Signore Gesù! Liberatevi da tutte le iniquità commesse, dice il Signore, e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo. Lode e onore a te...

Dal Vangelo secondo Matteo (23,1-12)

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

* L’insegnamento dei farisei va riconosciuto («Quanto vi dicono, fatelo!»), ma essi non sono certo modelli di condotta da seguire, anzi, proprio per il posto che occupano, il loro comportamento è scandaloso. Essi sono doppi, agiscono per essere visti e lodati, si fanno chiamare “maestri”.

 

Spunti di Riflessione

Vanità nel vestire
Gli scribi e i farisei vogliono passare a ogni costo per santi, come se la santità si misurasse dalla larghezza dei filatteri e dalla lunghezza dei fiocchi. I filatteri si portavano per la preghiera del mattino. I farisei li facevano di dimensioni eccezionali per suggerire agli ingenui che l’intensità della loro preghiera era straordinaria. I fiocchi (Mt 9,20-21; 14,36) erano attaccati ai lembi del mantello come un pro-memoria (noi facciamo un nodo al fazzoletto) per ricordare gli obblighi della legge e dell’alleanza. Questi ciuffi di lana bianca erano fissati con nastri azzurri. I farisei allungavano anche questi oltre misura per apparire osservatori incomparabili dei desideri del Signore. È così che Tartufo parlava con piacere del suo cilicio e della sua disciplina, perché nessuno lo ignorasse.

«È una cosa molto volgare il voler esistere agli occhi degli altri. lo voglio avere il mio giardino segreto, dove do appuntamento all’Amore; ed essere santo tra Te e me, solamente a forza d’essere figlio» (A. Valensin).

Ricerca delle precedenze
A tavola i farisei sceglievano i primi posti (cfr Lc 14,7-10), alla sinagoga le prime sedie, e sulla pubblica piazza ambivano i saluti rispettosi della gente. Talvolta è difficile conciliare l’umiltà interiore, sempre necessaria, con le esigenze di protocollo e con il galateo. Perché l’orgoglio sottile può nascondersi sia dietro il rifiuto che nella ricerca del posto. La semplicità deve poter conciliare ciò che l’affettazione, in un senso o in un altro, potrebbe avere di reprensibile. Nemmeno gli apostoli andavano esenti da preoccupazioni vanitose (cfr Lc 22,24-27).

 

La Parola per me, Oggi

Sulla strada di Gesù sono chiamato ad essere l’ultimo di tutti e non il maestro, a mettere da parte ogni ambizione, a servire invece di essere servito e a restare “fratello tra i fratelli”, “inutile servo”.

 

La Parola si fa Preghiera

Illumina i nostri cuori, Signore, perché possiamo riconoscere in noi i germi dell’orgoglio che allontana il tuo santo Spirito. Fa’ che scegliamo la tua via di umiltà, per vivere da figli la profonda bellezza del tuo Vangelo.

 

Condividi su: Facebook Twitter Google Plus