Messalino di Martedì 20 Novembre

Messalino di Martedì 20 Novembre

 

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (3,1-6.14-22)

Io Giovanni, udii il Signore che mi diceva:
«All’angelo della Chiesa che è a Sardi scrivi:
“Così parla Colui che possiede i sette spiriti di Dio e le sette stelle. Conosco le tue opere; ti si crede vivo, e sei morto. Sii vigilante, rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire, perché non ho trovato perfette le tue opere davanti al mio Dio. Ricorda dunque come hai ricevuto e ascoltato la Parola, custodiscila e convèrtiti perché, se non sarai vigilante, verrò come un ladro, senza che tu sappia a che ora io verrò da te. Tuttavia a Sardi vi sono alcuni che non hanno macchiato le loro vesti; essi cammineranno con me in vesti bianche, perché ne sono degni. Il vincitore sarà vestito di bianche vesti; non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese”.
All’angelo della Chiesa che è a Laodicèa scrivi:
“Così parla l’Amen, il Testimone degno di fede e veritiero, il Principio della creazione di Dio. Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. Tu dici: Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, e abiti bianchi per vestirti e perché non appaia la tua vergognosa nudità, e collirio per ungerti gli occhi e recuperare la vista. Io, tutti quelli che amo, li rimprovero e li educo. Sii dunque zelante e convèrtiti. Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono, come anche io ho vinto e siedo con il Padre mio sul suo trono. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese”».

* La comunità cristiana di Sardi è nel pericolo di una decadenza morale e religiosa; il messaggio è un campanello d’allarme, un grido di risveglio. Laodicea è devastata dalla tiepidezza. In questa lettera tutto è rimprovero. Laodicea era un centro commerciale, notissimo anche per i suoi bagni termali: vi dominava una mentalità materialistica, perché la città era ricca e godeva di agiatezza. Nel 60 fu distrutta da un terremoto. L’imperatore Nerone offrì aiuti per ricostruirla; la città vi rinunciò dichiarando che non ne aveva bisogno. Nell’Apocalisse balenano anche questi particolari.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 14)
Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono.

Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua.

Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.

Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.

 

Canto al Vangelo (1Gv 4,10)
Alleluia... Dio ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Luca (19,1-10)

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

* Zacchèo cerca Gesù. E Gesù supera ogni sua attesa fermandosi in casa sua, dopo aver suscitato il desiderio che ha spinto Zaccheo verso di lui. Infatti, se Zacchèo cerca Gesù, è perché Gesù è venuto per primo a cercare i peccatori.

 

Spunti di Riflessione

Zaccheo, capo pubblicano
A Gèrico, città di confine, i pubblicani fan buoni affari, in maniera molto spesso disonesta. Zacchèo è il loro capo; ma sotto la corteccia di peccato, nasconde un’anima inquieta, nostalgica di Dio: Zacchèo vuol vedere Gesù. E Gesù non si nasconde quando un uomo lo cerca, anzi gli va incontro; entra in casa sua come ospite. Zacchèo ne è conquistato: l’incontro con Gesù diventa per lui l’oggi della salvezza.
Gesù trova per Zacchèo il giusto sguardo e la parola comprensiva: quello che gli uomini meno perdonano è che si possa trascurarli.
Davanti alla gente di Gèrico che mormorava, la promessa di Zacchèo di risarcire, in modo superiore a quanto era richiesto, chi era stato da lui defraudato, attesta la sincerità della sua conversione da una condotta riprovevole alla quale lo aveva spinto il desiderio del guadagno. Zacchèo riconosce la sua ora.

Ogni individuo è un miracolo.

«Non devi rimanere in te stesso con senso di amarezza per la tua miseria, neppure per un istante, perché anche questo è un chiudersi a Dio, è dare importanza a quello che siamo, e non a Lui che è amore!» (Divo Barsotti).

 

La Parola per me, Oggi

Con Zacchèo scaviamo oggi nel nostro cuore quello spazio di attesa, quel desiderio di un incontro che trasformi la nostra mediocrità. Gesù che è fedele non farà attendere a lungo...

 

 

La Parola si fa Preghiera

Alza i tuoi occhi, Gesù. Nascosti dentro le nostre paure ti cerchiamo, come Zaccheo dal suo “rifugio”. Noi vogliamo vederti e incontrare quello sguardo che non giudica e rende capaci di scelte vere, radicali, quello sguardo che ci fa nuovi, proprio perché ci ama.

 

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