Messalino di Martedì 22 Giugno

Messalino di Martedì 22 Giugno

 

Dal libro della Genesi (13,2.5-18)

Abram era molto ricco in bestiame, argento e oro. Ma anche Lot, che accompagnava Abram, aveva greggi e armenti e tende, e il territorio non consentiva che abitassero insieme, perché avevano beni troppo grandi e non potevano abitare insieme. Per questo sorse una lite tra i mandriani di Abram e i mandriani di Lot. I Cananei e i Perizziti abitavano allora nella terra. Abram disse a Lot: «Non vi sia discordia tra me e te, tra i miei mandriani e i tuoi, perché noi siamo fratelli. Non sta forse davanti a te tutto il territorio? Sepàrati da me. Se tu vai a sinistra, io andrò a destra; se tu vai a destra, io andrò a sinistra».
Allora Lot alzò gli occhi e vide che tutta la valle del Giordano era un luogo irrigato da ogni parte – prima che il Signore distruggesse Sòdoma e Gomorra – come il giardino del Signore, come la terra d’Egitto fino a Soar. Lot scelse per sé tutta la valle del Giordano e trasportò le tende verso oriente. Così si separarono l’uno dall’altro: Abram si stabilì nella terra di Canaan e Lot si stabilì nelle città della valle e piantò le tende vicino a Sòdoma. Ora gli uomini di Sòdoma erano malvagi e peccavano molto contro il Signore.
Allora il Signore disse ad Abram, dopo che Lot si era separato da lui: «Alza gli occhi, e dal luogo dove tu stai, spingi lo sguardo verso il settentrione e il mezzogiorno, verso l’oriente e l’occidente. Tutta la terra che tu vedi, io la darò a te e alla tua discendenza per sempre. Renderò la tua discendenza come la polvere della terra: se uno può contare la polvere della terra, potrà contare anche i tuoi discendenti. Àlzati, percorri la terra in lungo e in largo, perché io la darò a te». Poi Abram si spostò con le sue tende e andò a stabilirsi alle Querce di Mamre, che sono ad Ebron, e vi costruì un altare al Signore.

* All’inizio del racconto come anche alla fine Abramo è sempre mostrato come il servitore di Dio preoccupato di offrire un culto in ogni luogo a colui che l’ha chiamato e nel quale ha posto la sua fiducia. Ad Abramo viene ripromessa la terra e la posterità.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 14)
Signore, chi sarà ospite nella tua tenda?

Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua.

Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.

Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.

 

Canto al Vangelo (Gv 8,12)
Alleluia, alleluia. Io sono la luce del mondo, dice il Signore; chi segue me avrà la luce della vita. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Matteo (7,6.12-14)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».

* Il discepolo deve aver sempre davanti agli occhi due cose: il dovere di predicare il Vangelo e il dovere di non esporre a disonori e profanazioni la Parola di Dio.

 

Spunti di Riflessione

Perle e porci
Criterio di prudenza. Il discepolo di Gesù deve portare nel mondo il messaggio del regno di Dio (cfr Mt 5,13; 28,20). Ma deve agire con prudenza. Bisogna amministrare la Parola di Dio con cura: non va sprecata e scialacquata, altrimenti non soltanto la cosa santa verrà profanata, ma il messaggero stesso sarà messo in pericolo.
Conseguire la vita eterna: la via che vi conduce esige sforzo e sacrificio. Perciò il numero di quelli che battono questa strada è ridotto (cfr Lc 13,23s). Gesù non fa altro che esprimere la volontà del Padre Celeste: amare i fratelli, sentirsi legati insieme, conquistarli, portarli al Signore. Ecco il compito della Chiesa, di ogni comunità religiosa e di ogni singolo individuo.
La vita e la morte della Chiesa dipendono dalla misura in cui i suoi membri sono disposti a fare la volontà di Dio: ad amare i fratelli; a compiere la salvezza di tutti gli uomini, ad annunciare al mondo il Vangelo, a portare questo messaggio di gioia; a essere autentici profeti.

 

La Parola per me, Oggi

Occorre avere per gli altri la stessa attenzione che abbiamo per noi. È la cosiddetta “regola d’oro”. Non si tratta di fare del bene per riceverne ricompensa; si tratta di prendere l’iniziativa nel fare il bene senza attendersi nulla in cambio.

 

La Parola si fa Preghiera

Signore, ho fatto molto male, ho sempre offeso i miei fratelli. Aiutami a sopportare con pazienza ciò che gli altri sono e ciò che io stesso sono. Concedimi di fare qualcosa perché la vita degli altri divenga sempre migliore, perché dove tu mi hai posto fiorisca la gioia.

 

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