Messalino di Martedì 23 Novembre

Messalino di Martedì 23 Novembre

 

Dal libro del profeta Danièle (2,31-45)

In quei giorni, Daniele disse a Nabucodònosor:
«Tu stavi osservando, o re, ed ecco una statua, una statua enorme, di straordinario splendore, si ergeva davanti a te con terribile aspetto. Aveva la testa d’oro puro, il petto e le braccia d’argento, il ventre e le cosce di bronzo, le gambe di ferro e i piedi in parte di ferro e in parte d’argilla.
Mentre stavi guardando, una pietra si staccò dal monte, ma senza intervento di mano d’uomo, e andò a battere contro i piedi della statua, che erano di ferro e d’argilla, e li frantumò. Allora si frantumarono anche il ferro, l’argilla, il bronzo, l’argento e l’oro e divennero come la pula sulle aie d’estate; il vento li portò via senza lasciare traccia, mentre la pietra, che aveva colpito la statua, divenne una grande montagna che riempì tutta la terra.
Questo è il sogno: ora ne daremo la spiegazione al re. Tu, o re, sei il re dei re; a te il Dio del cielo ha concesso il regno, la potenza, la forza e la gloria. Dovunque si trovino figli dell’uomo, animali selvatici e uccelli del cielo, egli li ha dati nelle tue mani; tu li dòmini tutti: tu sei la testa d’oro. Dopo di te sorgerà un altro regno, inferiore al tuo; poi un terzo regno, quello di bronzo, che dominerà su tutta la terra.
Ci sarà poi un quarto regno, duro come il ferro: come il ferro spezza e frantuma tutto, così quel regno spezzerà e frantumerà tutto. Come hai visto, i piedi e le dita erano in parte d’argilla da vasaio e in parte di ferro: ciò significa che il regno sarà diviso, ma ci sarà in esso la durezza del ferro, poiché hai veduto il ferro unito all’argilla fangosa. Se le dita dei piedi erano in parte di ferro e in parte d’argilla, ciò significa che una parte del regno sarà forte e l’altra fragile. Il fatto d’aver visto il ferro mescolato all’argilla significa che le due parti si uniranno per via di matrimoni, ma non potranno diventare una cosa sola, come il ferro non si amalgama con l’argilla fangosa.
Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre. Questo significa quella pietra che tu hai visto staccarsi dal monte, non per intervento di una mano, e che ha stritolato il ferro, il bronzo, l’argilla, l’argento e l’oro.
Il Dio grande ha fatto conoscere al re quello che avverrà da questo tempo in poi. Il sogno è vero e degna di fede ne è la spiegazione».

* Soltanto un giovane fedele a Dio riesce a comprendere il messaggio del Signore: i regni terreni crolleranno uno dopo l’altro, ma il regno fondato da Dio rimarrà in eterno (cfr Lc 20,18).

 

Salmo Responsoriale (Cant.: Dn 3,57-61)
A lui la lode e la gloria nei secoli.

Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.
Benedite, angeli del Signore, il Signore.

Benedite, cieli, il Signore.
Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore.

Benedite, potenze tutte del Signore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

 

Canto al Vangelo (Ap 2,10c)
Alleluia, alleluia. Sii fedele fino alla morte, dice il Signore, e ti darò la corona della vita. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Luca (21,5-11)

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.

* Il tempio, attorno al quale al tempo di Gesù si stava ancora lavorando, era considerato una delle sette meraviglie del mondo antico. Alla voce di ammirazione nei confronti del Tempio, Gesù risponde con una predizione di sventura: il Tempio sarà distrutto.

 

Spunti di Riflessione

Guardare Gesù: è lui l’essenziale
Gesù annuncia la distruzione del tempio, tanto ammirato e vantato per la sua grandiosità e bellezza. È la sorte di ogni cosa terrena. A Gesù vengono poste due domande: quando succederà questo? Quale ne sarà il segno? Gesù non risponde subito, ma parla prima dei segni che precederanno la fine del mondo. La fine non verrà subito. Ciò che Gesù aveva annunciato come un solo e unico avvenimento, lo mostra attuato come un cammino che si svolge nel tempo. La comparsa di seduttori pericolosi, di falsi profeti e di falsi messia che si presentano in nome di Gesù e citano le sue parole, ma soltanto in appoggio alla loro arroganza (si attribuiscono il nome ineffabile di Dio: Io Sono), le guerre, i terremoti, le pestilenze: son tutti avvenimenti che devono precedere la fine. Certo, a ogni passo la fine è presente ma essa si svela progressivamente, a mano a mano che la strada viene percorsa. Allo stesso modo il cristiano che sa per la fede che il regno di Dio è “in mezzo a voi” vive ancora nell’attesa della sua rivelazione finale.
Tutto cadrà un giorno in polvere e cenere. La caducità e la fragilità delle cose terrene dovrebbero ricordare all’uomo la realtà divina che sola non passa: Dio.

 

La Parola per me, Oggi

Per Gesù il Regno è sempre vicino e in mezzo a noi, ma proprio in un modo che non attira l’attenzione su di sé. In questa giornata tenterò di testimoniare ai fratelli questo Regno già presente.

 

La Parola si fa Preghiera

Per quanto saremo pazienti con te, mai lo saremo quanto tu lo sei con noi, o Signore: e allora torniamo come l’uomo dei campi di un tempo che seminava e poi attendeva il giro delle stagioni, l’avvicendarsi delle piogge e del sole: così attenderemo pur noi i segni della tua venuta. Amen.

 

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