Messalino di Martedì 3 Ottobre

Messalino di Martedì 3 Ottobre

 

Dal libro del profeta Zaccarìa (8,20-23)

Così dice il Signore degli eserciti: Anche popoli e abitanti di numerose città si raduneranno e si diranno l’un l’altro: “Su, andiamo a supplicare il Signore, a trovare il Signore degli eserciti. Anch’io voglio venire”. Così popoli numerosi e nazioni potenti verranno a Gerusalemme a cercare il Signore degli eserciti e a supplicare il Signore.
Così dice il Signore degli eserciti: In quei giorni, dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni afferreranno un Giudeo per il lembo del mantello e gli diranno: “Vogliamo venire con voi, perché abbiamo udito che Dio è con voi”.

* Per il profeta Zaccaria, l’armonia dell’universo e l’unità di Israele sono una sola e identica cosa, per il fatto che Dio è Uno. La salvezza è vicina. Ed è una salvezza che non viene circoscritta soltanto a Israele. Sarà una salvezza che porterà gioia a tutti i popoli.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 86)
Il Signore è con noi.

Sui monti santi egli l’ha fondata;
il Signore ama le porte di Sion
più di tutte le dimore di Giacobbe.
Di te si dicono cose gloriose,
città di Dio!

Iscriverò Raab e Babilonia
fra quelli che mi riconoscono;
ecco Filistea, Tiro ed Etiopia:
là costui è nato.
Si dirà di Sion:
«L’uno e l’altro in essa sono nati
e lui, l’Altissimo, la mantiene salda».

Il Signore registrerà nel libro dei popoli:
«Là costui è nato».
E danzando canteranno:
«Sono in te tutte le mie sorgenti».

 

Canto al Vangelo (Mc 10,45)
Alleluia, alleluia. Il Figlio dell’uomo è venuto per servire e dare la propria vita in riscatto per molti. Quanti lo accolgono diventano figli di Dio. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Luca (9,51-56)

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme.
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.

* «Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme»: la passione di Gesù non è propriamente la sua fine, ma il traguardo e il coronamento di tutta la sua attività sulla terra e il passaggio obbligato per arrivare alla gloria del Figlio dell’uomo. «Si voltò e li rimproverò»: è la teologia della non violenza.

 

Spunti di Riflessione

Gesù si avvia verso Gerusalemme
La prima parte del Vangelo di Luca aveva il timbro di un gioioso splendore: raccontava l’infanzia. Freschezza, profumo dell’aria di Nazaret, di Betlemme e di Gerusalemme. La seconda parte riguardava l’attività di Gesù tra il popolo semplice della Galilea: quasi un incanto di primavera; uno scintillio come di torrente di alta montagna nel sole estivo. Ma Gesù accenna già chiaramente alla croce e alla passione. Era però ancora il tempo della seminagione, della diffusione della semente; la gioia della missione, una gioia suadente, carezzevole, onnicomprensiva. La terza parte è più seria: le ombre diventano più cupe e le nubi si addensano; la tempesta sta per rombare. Il racconto di Luca assume un tono di urgenza e di inquietudine. Gesù si avvia decisamente verso la fine che incombe minacciosa. Rumoreggia il tuono. L’ora della passione è vicina.
«Stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto». Sulla vita di Gesù è fissato un piano di Dio Padre. Al termine, sfolgora la sua ascensione al cielo: solo allora la sua opera sarà totalmente compiuta. Egli è sceso dal cielo per esservi innalzato. È venuto dal Padre e ritorna al Padre. Il suo sguardo è sempre rivolto al termine: lassù. Gesù mostra un comportamento escatologico nel senso pieno della parola: l’occhio è fisso alle ultime realtà, alla gloria, all’elevazione in cielo. Dietro l’oscurità splende la luce che non conoscerà più tenebre. Dietro lo strepito della lotta, si leva il silenzio della gioia in Dio.

Suona l’ora della partenza definitiva, l’ora stabilita dal Padre. Gesù sa che gli è stato fissato il tempo, ma non diventa impaziente, non si lascia irretire dalla paura. Il suo comportamento mostra una liberissima accettazione delle disposizioni del Padre Celeste.
Gesù si avvia verso Gerusalemme, roccaforte dei suoi nemici, centro dell’opposizione. La sua vita è uno slancio irresistibile. Non c’è nessun malinconico guardare indietro; è tutto un protendersi in avanti.

 

La Parola per me, Oggi

Gli abitanti di un paese samaritano rifiutano di accogliere i messaggeri di Gesù, per il fatto che egli si reca a Gerusalemme. Rispuntano le secolari beghe tra Samaritani e Giudei. L’orgoglio nazionale, l’egoismo collettivo, la grettezza religiosa fanno lega per rifiutare Gesù. Problemi di prestigio e di cupidigia si mescolano sempre col fattore religioso. Il «no» della meschinità umana cozza continuamente con la grandezza divina. È forse anche in te?

 

 

La Parola si fa Preghiera

Signore Gesù, tu non hai voluto dimostrare la tua potenza facendo scendere il fuoco dal cielo, ma testimoniando la forza ardente del tuo amore. Insegnaci a preparare la tua venuta nel cuore dei fratelli amandoli in modo sincero e disinteressato.

Il Mio Rosario
Gesù agonizza nel Getsemani
«Col prezzo del suo sangue pagò il nostro debito, ma non lo contrasse per sé, strappò il certificato del nostro debito, scacciò l’usuraio, sciolse il debitore: uno solo pagò il debito di tutti. Non potevamo uscire dalla schiavitù; egli l’assunse per noi, per spezzare la servitù del mondo, ridonare la libertà del paradiso e la nuova grazia, onorandoci della comunione con lui» (S. Ambrogio).
Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria

 

 

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