Messalino di Martedì 8 Giugno

Messalino di Martedì 8 Giugno

 

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (1,18-22)

Fratelli, Dio è testimone che la nostra parola verso di voi non è «sì» e «no». Il Figlio di Dio, Gesù Cristo, che abbiamo annunciato tra voi, io, Silvano e Timòteo, non fu «sì» e «no», ma in lui vi fu il «sì».
Infatti tutte le promesse di Dio in lui sono «sì». Per questo attraverso di lui sale a Dio il nostro «Amen» per la sua gloria.
È Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo e ci ha conferito l’unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori.

* Il “sì” di Gesù ha permesso a tutti gli uomini che sono uniti a lui di rispondere sì al Padre a loro volta, praticando la sincerità: solo in Cristo la comunità può dire “Amen” a Dio.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 118)
Risplenda su di noi la luce del tuo volto, Signore.

Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti:
per questo li custodisco.
La rivelazione delle tue parole illumina,
dona intelligenza ai semplici.

Apro anelante la mia bocca,
perché ho sete dei tuoi comandi.
Volgiti a me e abbi pietà,
con il giudizio che riservi a chi ama il tuo nome.

Rendi saldi i miei passi secondo la tua promessa
e non permettere che mi domini alcun male.
Fa’ risplendere il tuo volto sul tuo servo
e insegnami i tuoi decreti.

 

Canto al Vangelo (Mt 5,16)
Alleluia, alleluia.  Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Matteo (5,13-16)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

* Praticando le beatitudini, i discepoli diventano il sale della terra; cioè la loro vita acquista un senso, un sapore, un significato contagioso e missionario.

 

Spunti di Riflessione

Città sopra un monte
Gesù ha raccolto attorno a sé i discepoli sulla collina che domina Cafarnao, il suo lago; egli traccia adesso una regola per vivere nel mondo in cui li invia. Prima regola: «Voi siete il sale della terra». «Se il sale perde il sapore...». La vocazione può quindi perdere il suo primo vigore, la forza di una vita orientata a Dio può venir meno. Allora non è soltanto la vita del discepolo in se stessa che si affloscia e intristisce: con essa viene a mancare anche l’irradiazione vitale sugli altri. I discepoli sono l’unico sale, a cui «la terra» possa ricorrere, il sale insostituibile.
Seconda regola di vita: «Voi siete la luce del mondo». I discepoli portano la stessa luce della verità che viene da Gesù: essi infatti gli appartengono così intimamente e sono talmente pieni di lui – Luce – da diventare a loro volta luce. Essi sono luce e sono lucerna (v. 15); ma non lo sono per loro personale soddisfazione («sotto il moggio»); lo sono per il bene degli uomini, per illuminarli, per fare luce «a tutti quelli che sono nella casa», che in Oriente comporta di solito una sola e unica stanza. La motivazione è missionaria: con le loro opere buone (opere di luce) i discepoli devono trascinare e influire sugli altri. Devono cioè con la loro condotta di vita dare testimonianza a Cristo, diventare una trasparenza di Gesù.
Terza regola di vita: Voi siete una città collocata sopra un monte e non potete rimanere nascosti. La città sul monte probabilmente è Safed, le cui casette bianche a cubo brillano al sole su una delle più alte cime della Galilea (metri 1.050). La città collocata sul monte è la Chiesa, corpo e tempio di Cristo; epifania, cioè rivelazione, delle Tre divine Persone; città nuova fatta non di pietre morte, ma di pietre vive «per costituire una santa comunità sacerdotale» (1 Pt 2,5).

 

La Parola per me, Oggi

«Perché rendano gloria al Padre vostro». Riferiva una giovane claustrale, un’anima umilissima, che Gesù le aveva insegnato ad amare immensamente il Padre Celeste, lo Spirito Santo, anche la Madonna; le diceva: «Voglio che la tua vita sia un grido di amore al Padre». Essere “un grido di amore al Padre”, “un sì al Padre”, “un Amen” dice S. Paolo.

 

La Parola si fa Preghiera

Signore, mi hai voluto come sale, donami di sapere di te, per dare gusto al mondo. Mi hai posto come un faro luminoso, non si spenga in me la tua luce, perché il mondo possa vederti.

 

Condividi su: Facebook Twitter Google Plus