Messalino di Mercoledì 1 Settembre

Messalino di Mercoledì 1 Settembre

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi (1,1-8)

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Timòteo, ai santi e credenti fratelli in Cristo che sono a Colosse: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro.
Noi rendiamo grazie a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, continuamente pregando per voi, avendo avuto notizie della vostra fede in Cristo Gesù e della carità che avete verso tutti i santi a causa della speranza che vi attende nei cieli.
Ne avete già udito l’annuncio dalla parola di verità del Vangelo che è giunto a voi. E come in tutto il mondo esso porta frutto e si sviluppa, così avviene anche fra voi, dal giorno in cui avete ascoltato e conosciuto la grazia di Dio nella verità, che avete appreso da Èpafra, nostro caro compagno nel ministero: egli è presso di voi un fedele ministro di Cristo e ci ha pure manifestato il vostro amore nello Spirito.

* Paolo pronuncia un’azione di grazie al Padre. L’oggetto di questa lode verte sui progressi del regno, sia per la trasformazione interiore degli uomini (la fede, la speranza e la carità: vv. 3-5a), sia per la diffusione esteriore del Vangelo e per la sua rapida fruttificazione (vv. 5b-7).

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 51)
Confido nella fedeltà di Dio, in eterno e per sempre.

Come olivo verdeggiante nella casa di Dio,
confido nella fedeltà di Dio
in eterno e per sempre.

Voglio renderti grazie in eterno
per quanto hai operato;
spero nel tuo nome, perché è buono,
davanti ai tuoi fedeli.

 

Canto al Vangelo (cfr Lc 4,18)
Alleluia, alleluia. Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Luca (4,38-44)

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.
Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».
E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

* Il racconto si concentra sulla persona di Gesù. La malattia è la prima presa di possesso della morte, come la guarigione è la prima presa di possesso della risurrezione. È l’alba del tempo messianico, del regno di Dio.

 

Spunti di Riflessione

La Parola che guarisce
La suocera, guarita, si mette a servirli. Si prepara un pranzo per gli ospiti, e la donna guarita vi accudisce. La malattia era stata allontanata immediatamente e completamente. Nella straniera Cafarnao, in casa di Simone, Gesù trova una nuova patria. «La madre mia e i fratelli miei sono quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica» (8,21). La casa di Simone è alla pari con la sinagòga. Qui come là, la parola di Gesù opera gli atti salvifici di Dio. La parola esce dalla sinagòga per entrare nella casa degli uomini.
Con penetrante efficacia viene detto che Gesù era il Salvatore di tutti in tutto. «Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio», così aveva annunziato il Battista. La grazia di Dio sovrabbonda in Gesù. Su ciascuno impone la mano. La guarigione avviene per opera dello Spirito, che Gesù possiede in sé. L’imposizione della mano è comunicazione della forza che è in lui e che guarisce. Sopra ciascuno impone la mano. In ciò si esprime la sua bontà. Si prende cura di tutti, interessandosi di ogni singolo.
Egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. L’imposizione delle mani indica che la guarigione viene dall’alto, cioè da Dio. È un simbolo dei sacramenti che, con segni visibili ed esterni, trasmettono l’intera efficacia divina della grazia. Gli ossessi che vengono guariti riconoscono che egli è il Figlio di Dio. I miracoli sono come indicazioni luminose di un mondo superiore, sono come degli spioncini che segnalano le realizzazioni spirituali di Gesú. Gesú si appella a questi segni continuamente, perché tolgono ogni scusa all’incredulità degli uomini.

 

La Parola per me, Oggi

«Si chinò su di lei». Gesù ha “scomodato” la sua onnipotenza per una circostanza: una febbre per la quale noi, di solito, non scomodiamo nemmeno il medico: l’amore si esprime prima di tutto nella quotidianità dei nostri rapporti familiari e sociali. Ci vuole attenzione per scoprire i piccoli bisogni di chi ci sta accanto e, soprattutto, ci vuole molto amore.

 

 

La Parola si fa Preghiera

Signore, la tua Parola mi guarisca dalla febbre che mi costringe a servirmi degli altri e mi doni la libertà di amare e servire come te.

 

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