Messalino di Mercoledì 10 Febbraio

Messalino di Mercoledì 10 Febbraio

 

Dal libro della Genesi (2,4b-9.15-17)

Nel giorno in cui il Signore Dio fece la terra e il cielo nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata, perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e non c’era uomo che lavorasse il suolo, ma una polla d’acqua sgorgava dalla terra e irrigava tutto il suolo. Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.
Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male.
Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.
Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire».

* Dio, dopo aver creato l’uomo, dandogli la vita col suo soffio vitale, se ne prende cura, preparando come sua dimora, un giardino di delizie. Alla steppa precedente si sostituisce un giardino con alberi di ogni sorta, alla terra arida un luogo benedetto e bagnato da fiumi. L’uomo deve coltivarlo ed esserne il custode.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 103)
Benedici il Signore, anima mia!

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto.           

Tutti da te aspettano
che tu dia loro cibo a tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono;
apri la tua mano, si saziano di beni.        

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

 

Canto al Vangelo (Gv 17,17)
Alleluia, alleluia. La tua parola, Signore, è verità: consacraci nella verità. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Marco (7,14-23)

In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti.
E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

* Gesù attacca il legalismo dei Farisei e il loro zelo per le tradizioni umane che finiscono col vanificare la stessa Parola di Dio. Egli insegna che tutte le cose sono pure; è il cuore umano che può renderle impure. Il bene e il male non sono nelle cose, ma in noi, nei nostri pensieri. Occorre curare la profondità del cuore!

 

Spunti di Riflessione

Purificare il cuore
Purificare il cuore! Più che purificare l’esterno, purificare l’interno. Noi conosciamo anche la forza potentissima di un’idea, di un pensiero accarezzato! Noi diciamo che i pensieri, che le idee sono armate, esplosive, sono come dei barili di polvere; basta una leggera scintilla, esplodono, portano cioè all’azione, trascinano a tutte queste conseguenze terribili: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, frodi, impudicizie, invidia, maldicenza, orgoglio, stoltezza. Tutte queste cose cattive escono dal di dentro, dal cuore, e profanano, imbrattano l’uomo.
Gesù è venuto per farci un cuore nuovo. Sono le profezie di Ezechiele, di Isaia, di Geremia che parlano di questo cuore nuovo. Prima di fare «cieli nuovi e terra nuova» il cuore dell’uomo deve essere rinnovato.

«La frontiera tra bene e male non passa fuori di noi ma piuttosto dentro di noi. Possiamo domandarci: dov’è il mio cuore? Gesù diceva: “Dov’è il tuo tesoro, là è il tuo cuore”. Qual è il mio tesoro? è Gesù, è la sua dottrina? Allora il cuore è buono. O il tesoro è un’altra cosa? Pertanto, è il cuore che dev’essere purificato e convertirsi. Senza un cuore purificato, non si possono avere mani veramente pulite e labbra che pronunciano parole sincere di amore - tutto è doppio, una doppia vita -, labbra che pronunciano parole di misericordia, di perdono. Questo lo può fare solo il cuore sincero e purificato. (Papa Francesco)

 

La Parola per me, Oggi

Oggi lotta spietata per purificare il nostro cuore. Controlla quindi ciò che esce “dal di dentro”, soprattutto i pensieri negativi, da cui tutto nasce, mettendoli a tacere e illuminandoli, ripetendo a lungo una frase della liturgia di oggi. «Le mie parole vi hanno reso puri», dice Gesù.

 

La Parola si fa Preghiera

Signore, guardami tu dentro e purificami nei pensieri, negli affetti, nelle intenzioni del mio agire. Dammi tu occhi per vedere ciò che, dentro, è secondo quello che a te piace. E dammi il coraggio di eliminare quello che a te non va.

 

Condividi su: Facebook Twitter Google Plus