Messalino di Mercoledì 13 Ottobre

Messalino di Mercoledì 13 Ottobre

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (2,1-11)

Chiunque tu sia, o uomo che giudichi, non hai alcun motivo di scusa perché, mentre giudichi l’altro, condanni te stesso; tu che giudichi, infatti, fai le medesime cose. Eppure noi sappiamo che il giudizio di Dio contro quelli che commettono tali cose è secondo verità.
Tu che giudichi quelli che commettono tali azioni e intanto le fai tu stesso, pensi forse di sfuggire al giudizio di Dio? O disprezzi la ricchezza della sua bontà, della sua clemenza e della sua magnanimità, senza riconoscere che la bontà di Dio ti spinge alla conversione?
Tu, però, con il tuo cuore duro e ostinato, accumuli collera su di te per il giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio, che renderà a ciascuno secondo le sue opere: la vita eterna a coloro che, perseverando nelle opere di bene, cercano gloria, onore, incorruttibilità; ira e sdegno contro coloro che, per ribellione, disobbediscono alla verità e obbediscono all’ingiustizia.
Tribolazione e angoscia su ogni uomo che opera il male, sul Giudeo, prima, come sul Greco; gloria invece, onore e pace per chi opera il bene, per il Giudeo, prima, come per il Greco: Dio infatti non fa preferenza di persone.

* Sarebbe pericoloso non temere il giudizio della collera divina a causa della bontà, pazienza e longanimità di Dio. Egli è paziente per indurci alla conversione. La longanimità di Dio non è una risposta alla nostra sconsideratezza.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 61)
Secondo le sue opere, Signore, tu ripaghi ogni uomo.

Solo in Dio riposa l’anima mia:
da lui la mia salvezza.
Lui solo è mia roccia e mia salvezza,
mia difesa: mai potrò vacillare.

Solo in Dio riposa l’anima mia:
da lui la mia speranza.
In Dio è la mia salvezza e la mia gloria;
il mio riparo sicuro, il mio rifugio è in Dio.

Confida in lui, o popolo, in ogni tempo;
davanti a lui aprite il vostro cuore:
nostro rifugio è Dio.

 

Canto al Vangelo (Gv 10,27)
Alleluia, alleluia. Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore, e io le conosco ed esse mi seguono. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Luca (11,42-46)

In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».
Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».

* Gesù chiarisce che i precetti esteriori sono utili, ma in prima linea va considerato l’interno. L’uomo è un composto di anima e di corpo; anche le cose esteriori hanno la loro importanza, ma la massima importanza va data all’interiorità.

 

Spunti di Riflessione

La giustizia e l’amore
Pagare la decima significava riconoscere le proprie dipendenze nei confronti di colui a cui la si pagava, in questo caso a Dio. E Dio oggi dice: «Non ho bisogno dei vostri beni, perché tutto appartiene a me. Non smetto invece di richiamarvi alla giustizia e all’amore».
La morte interiore è molto più temibile della morte fisica, perché la morte spirituale ha conseguenze eterne. È spaventoso essere dei «sepolcri» già da vivi, perché allora bisogna cambiare ancora molto, mentre l’uomo persiste volentieri in quanto in lui è negativo. Come uscire da questa situazione? Ritornare a vivere è rispondere alla chiamata di Gesù.

 

La Parola per me, Oggi

C’è un peccato che non muore mai ed è l’ipocrisia. Belli fuori e non altrettanto dentro, con il sorriso sulle labbra e nel cuore tanta invidia e vendetta. Voglio oggi sentirmi addosso il rimprovero che Gesù ha fatto al Fariseo, perché questo mi aiuti a dare una svolta alla mia vita.

 

La Parola si fa Preghiera

Signore, concedici la vera vita, affinché non siamo dei sepolcri, ma delle ostie vive risplendenti del tuo amore. Insegnaci la tua giustizia.

Il Mio Rosario
Lungi dall’essere una fuga dai problemi del mondo, il Rosario ci spinge a guardarli con occhio responsabile e generoso (Rosarium Virginis Mariae, 40). Mistero. Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria.

 

Condividi su: Facebook Twitter Google Plus