Messalino di Mercoledì Santo – 12 Aprile

Messalino di Mercoledì Santo – 12 Aprile

Dal libro del profeta Isaia (50,4-9a)

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli. Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso.
È vicino chi mi rende giustizia: chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci. Chi mi accusa? Si avvicini a me. Ecco, il Signore Dio mi assiste: chi mi dichiarerà colpevole?

* Con la sua Passione, Gesù si mostrò il vero Servo Sofferente: filialmente obbedì al Padre, testimoniò la verità fino alla morte e fino a qualcosa di peggiore della morte: l’umiliazione più cocente, “insulti e sputi”.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 68)
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi.

Per te io sopporto l’insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre.
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me.

Mi sento venir meno.
Mi aspettavo compassione, ma invano,
consolatori, ma non ne ho trovati.
Mi hanno messo veleno nel cibo
e quando avevo sete mi hanno dato aceto.

Loderò il nome di Dio con un canto,
lo magnificherò con un ringraziamento,
Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
e non disprezza i suoi che sono prigionieri.

 

Canto al Vangelo 
Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio! Salve, nostro Re, obbediente al Padre: sei stato condotto alla croce, come agnello mansueto al macello. Gloria a te, o Cristo...

Dal Vangelo secondo Matteo (26,14-25)

In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù.
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».

* Giuda consegna il suo maestro per trenta monete d’argento, il prezzo di uno schiavo (cf Es 21,32); si realizza così la profezia di Zaccaria (cf Zc 11,12), che indicava nel medesimo prezzo il salario del pastore buono. Il gesto di Giuda si colloca dunque, malgrado la volontà del suo autore, nella storia drammatica della nostra salvezza.

 

Spunti di Riflessione

Il declino spirituale di Giuda
Di dove cominciò il declino spirituale di Giuda? Giuda aveva apertamente protestato a Betania contro lo spreco del costoso unguento con cui Maria aveva profumato i piedi di Gesù. Sapeva che con il ricavato di quel profumo un uomo avrebbe potuto vivere comodamente per un anno. Che in Giuda allignasse l’amore per il denaro è chiaro. Lo dimostrò la sua protesta: «Perché questo sciupio? Questo unguento si poteva vender caro e darne il ricavato ai poveri». Maria ubbidiva a un impulso d’amore. Chi ama non si preoccupa dell’utilità del dono. Chi ama Cristo, non misura ciò che dona. Maria spezza il vaso di alabastro e dà tutto. Ma per Giuda era uno spreco inutile.
La prima testimonianza della caduta di Giuda risale al momento in cui Gesù annunciò l’Eucaristia (cf Gv 6). La storia di Giuda è strettamente connessa alla Pasqua ebraica. Fu a una Pasqua ebraica che Gesù annunciò per la prima volta l’Eucaristia; in un’altra Pasqua ebraica l’istituì. Nell’anima di Giuda la prima frattura si ebbe quando Gesù disse che avrebbe dato all’uomo il suo Corpo e il suo Sangue come cibo. Il crollo definitivo avvenne la notte dell’ultima Cena, quando Gesù mise in atto la sua promessa. L’Eucaristia, Pane di Vita, è legata alla fedeltà e alla santità, ma è congiunta anche al tradimento e al peccato.

 

La Parola per me, Oggi

L’esercizio di oggi può essere quello di restare interiormente accanto a Gesù con un amore che cerca di comprendere qualcosa di ciò che Egli provò nel vivere il consumarsi del tradimento, fino a sentirsi sgorgare dall’intimo quella domanda: «Con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo?». Pregherò poi per chi tradisce, perché si converta vivendo la grazia del perdono, e per chi è tradito, perché riesca, con Gesù, a perdonare.

 

 

La Parola si fa Preghiera

Tu sei buono, Gesù, e continui ad amare anche chi, pur restando tra i tuoi discepoli, non ti ama. Libera il mio cuore da ogni ipocrisia perché possa accogliere il tuo amore e sempre più amarti!

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