Messalino di Sabato 18 Luglio

Messalino di Sabato 18 Luglio

 

Dal libro del profeta Michea (2,1-5)

Guai a coloro che meditano l’iniquità
e tramano il male sui loro giacigli;
alla luce dell’alba lo compiono,
perché in mano loro è il potere.
Sono avidi di campi e li usurpano,
di case e se le prendono.
Così opprimono l’uomo e la sua casa,
il proprietario e la sua eredità.
Perciò così dice il Signore:
«Ecco, io medito contro questa genìa
una sciagura da cui non potranno sottrarre il collo
e non andranno più a testa alta,
perché sarà un tempo di calamità.
In quel tempo
si intonerà su di voi una canzone,
si leverà un lamento e si dirà:
“Siamo del tutto rovinati;
ad altri egli passa l’eredità del mio popolo,
non si avvicinerà più a me,
per restituirmi i campi che sta spartendo!”.
Perciò non ci sarà nessuno
che tiri a sorte per te,
quando si farà la distribuzione
durante l’assemblea del Signore».

* Il profeta Michèa (contemporaneo di Isaia) si scaglia contro chi abusa del proprio potere per compiere iniquità a man salva; su di essi incombe però la minaccia divina, poiché il Signore non sopporta l’ingiustizia e la sopraffazione.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 9b)
Non dimenticare i poveri, Signore!

Perché, Signore, ti tieni lontano,
nei momenti di pericolo ti nascondi?
Con arroganza il malvagio perseguita il povero:
cadano nelle insidie che hanno tramato!

Il malvagio si vanta dei suoi desideri,
l’avido benedice se stesso.
Nel suo orgoglio il malvagio disprezza il Signore:
“Dio non ne chiede conto, non esiste!”;
questo è tutto il suo pensiero.

Di spergiuri, di frodi e d’inganni ha piena la bocca,
sulla sua lingua sono cattiveria e prepotenza.
Sta in agguato dietro le siepi,
dai nascondigli uccide l’innocente.

Eppure tu vedi l’affanno e il dolore,
li guardi e li prendi nelle tue mani.
A te si abbandona il misero,
dell’orfano tu sei l’aiuto.

 

Canto al Vangelo (cfr 2 Cor 5,19)
Alleluia... Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo, affidando a noi la parola della riconciliazione. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Matteo (12,14-21)

In quel tempo, i farisei uscirono e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.
Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
Ecco il mio servo, che io ho scelto;
il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.
Porrò il mio spirito sopra di lui
e annuncerà alle nazioni la giustizia.
Non contesterà né griderà
né si udrà nelle piazze la sua voce.
Non spezzerà una canna già incrinata,
non spegnerà una fiamma smorta,
finché non abbia fatto trionfare la giustizia;
nel suo nome spereranno le nazioni».

* Gesù evita l’ostentazione e il conflitto aperto. Questo comportamento suggerisce a Matteo un passo di Isaia, che cita per esteso (42,1-4). È la citazione più lunga dell’intero Vangelo (12,18-21): Gesù «mite e discreto» è il Servo che Dio si è scelto e sul quale ha posto il suo Spirito.

 

Spunti di Riflessione

Ecco il mio servo che io ho scelto
La notizia della decisione dei farisei di far morire Gesù ci introduce nella comprensione della sua messianicità: egli non è il messia spettacolare, ma il Servo sofferente del Signore, “mite e umile di cuore” (Mt 11,29) e benevolo verso tutti i malati e i peccatori.
Egli non affronta direttamente i suoi avversari, ma si ritira. Questo è lo stile di Gesù quando viene minacciato (cfr Mt 4,12; 14,13). Egli non desidera lo scontro frontale perché non è venuto per sconfiggere l’uomo, ma per salvarlo.

La missione di Gesù non corrisponde alle attese di un messia vincente e acclamato. Egli porta a compimento tutte le promesse della storia della salvezza come Servo sofferente del Signore usando unicamente i mezzi dell’amore.
I verbi del testo di Isaia “non contesterà, non griderà, non spezzerà, non spegnerà” ci assicurano che Gesù non ha fatto del male a nessuno. Il suo amore per gli uomini non gli ha permesso di essere come lo avrebbero voluto il Battista e i suoi connazionali: pieno di zelo nel combattere i nemici, insignito di tutti i poteri, battagliero, travolgente. È stato invece mite, umile, buono e comprensivo con tutti.
Egli non è un conquistatore di popoli che travolge tutto e tutti, ma salva la vita e rianima la speranza dei più deboli.
L’umanità malata e peccatrice non ha bisogno di urla e di minacce, ma di conforto e di misericordia.
Gesù è la manifestazione della bontà di Dio per tutti gli uomini (cfr Tt 2,11).

 

La Parola per me, Oggi

Il comportamento discreto di Gesù, alieno da ogni forma di ostentazione e di impazienza: tutto questo non è un particolare secondario, ma qualcosa di importante, sul quale devi sostare e riflettere.

 

La Parola si fa Preghiera

O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme.

 

Condividi su: Facebook Twitter Google Plus