Messalino di Sabato 19 Giugno

Messalino di Sabato 19 Giugno

 

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (12,1-10)

Fratelli, se bisogna vantarsi – ma non conviene – verrò tuttavia alle visioni e alle rivelazioni del Signore. So che un uomo, in Cristo, quattordici anni fa – se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito fino al terzo cielo. E so che quest’uomo – se con il corpo o senza corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunziare. Di lui io mi vanterò!
Di me stesso invece non mi vanterò, fuorché delle mie debolezze. Certo, se volessi vantarmi, non sarei insensato: direi solo la verità. Ma evito di farlo, perché nessuno mi giudichi più di quello che vede o sente da me e per la straordinaria grandezza delle rivelazioni.
Per questo, affinché io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia. A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza».
Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte.

* Paolo potrebbe gloriarsi di molte grazie ricevute sotto forma di visioni. Ma nomina espressamente solo un avvenimento straordinario avvenuto quattordici anni prima, ossia poco prima o all’inizio della sua attività ad Antiochia.

 

Salmo responsoriale (dal Sal 33)
Gustate e vedete com’è buono il Signore.

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.             

Temete il Signore, suoi santi:
nulla manca a coloro che lo temono.
I leoni sono miseri e affamati,
ma a chi cerca il Signore non manca alcun bene.

Venite, figli, ascoltatemi:
vi insegnerò il timore del Signore.
Chi è l’uomo che desidera la vita
e ama i giorni in cui vedere il bene?

 

Canto al Vangelo (2Cor 8,9)
Alleluia, alleluia. Gesù Cristo, da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Matteo (6,24-34)

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».

* I beni terreni e la ricchezza vogliono legarsi gli uomini in un servizio illimitato. Gesù esige la libertà interiore nei confronti della ricchezza.

 

Spunti di Riflessione

Non affannatevi per il domani
Come sono superflue le preoccupazioni terrene di fronte all’amore infinito e provvido del Padre!
Gesù pone anzitutto un principio generale: «La vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?». Se Dio vi ha dato ciò che ha maggior valore, (la vita e il corpo), non penserà anche a ciò che è di minor valore? Molti danno l’impressione che per loro il senso della vita si esaurisca nel procurarsi quei beni.
A Hiroscima, dov’è caduta la bomba atomica, c’è il museo atomico. Vengono conservate tutte le reliquie di quello sbriciolìo carbonizzato in cui fu ridotta la città dal fulmine atomico: 91.000 morti! A Nagasaki i morti furono di meno perché la città non era circondata da colline che trattenevano le radiazioni. Una cosa impressionante è la devastazione compiuta da quell’incendio atomico nei corpi umani. C’è un rudere di marciapiede e un muro; vi si vede il contorno di un corpo umano. Cioè, la vampata divorò il corpo umano; ne rimase solo il contorno come l’impronta di un piede sopra la sabbia. Uno dei colpiti da quell’incendio atomico fu il Dott. Nagai (morto alcuni anni fa) che scrisse «Le Campane di Nagasaki». Riferiva che non poteva mai pronunciare la soave parola di Padre verso Dio senza sentirsi commuovere anche se vedeva che stava spegnendosi sotto dolori atrocissimi.
Dio è Padre, ci ama infinitamente, ci vuole bene. Egli si prende cura di tutti, molto più che degli uccelli e dei gigli dei campi, degli anemoni.

 

La Parola per me, Oggi

Un consiglio che dava una vecchietta di più di novanta anni era questo: non anticipare mai gli avvenimenti, perché saranno sempre più belli di quello che voi pensate. Noi anticipiamo sempre gli avvenimenti. E dove li anticipiamo, dove è l’affanno? Nel cuore, cioè nei pensieri. Prova a non anticipare gli avvenimenti. Vivere intensamente oggi, domani sarà un altro oggi; vivere un giorno alla volta, fino a questa sera ce n’è abbastanza.

 

La Parola si fa Preghiera

Liberaci, Signore, da quei divoratori di energie spirituali che sono la preoccupazione e l’inquietudine. Tu ci vuoi liberi come gli uccelli del cielo. Liberaci dalla preoccupazione, come da un peccato contro la fiducia, come da una mancanza di fede in tutte le tue promesse. Fa’ che ci rendiamo conto di quanto valiamo ai tuoi occhi.

 

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