Messalino di Sabato 2 Marzo

Messalino di Sabato 2 Marzo

 

Dal libro del Siràcide (nv 17,1-13)

Il Signore creò l’uomo dalla terra e ad essa di nuovo lo fece tornare. Egli assegnò loro giorni contati e un tempo definito, dando loro potere su quanto essa contiene. Li rivestì di una forza pari alla sua e a sua immagine li formò. In ogni vivente infuse il timore dell’uomo, perché dominasse sulle bestie e sugli uccelli. Discernimento, lingua, occhi, orecchi e cuore diede loro per pensare. Li riempì di scienza e d’intelligenza e mostrò loro sia il bene che il male. Pose il timore di sé nei loro cuori, per mostrare loro la grandezza delle sue opere, e permise loro di gloriarsi nei secoli delle sue meraviglie. Loderanno il suo santo nome per narrare la grandezza delle sue opere. Pose davanti a loro la scienza e diede loro in eredità la legge della vita. Stabilì con loro un’alleanza eterna e fece loro conoscere i suoi decreti. I loro occhi videro la grandezza della sua gloria, i loro orecchi sentirono la sua voce maestosa. Disse loro: «Guardatevi da ogni ingiustizia!» e a ciascuno ordinò di prendersi cura del prossimo. Le loro vie sono sempre davanti a lui, non restano nascoste ai suoi occhi.

* L’uomo vive rapidamente e, durante la sua vita terrena, egli, signore del creato, deve dar voce a tutta la creazione per lodare Dio.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 102)
L’amore del Signore è per sempre.

Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono,
perché egli sa bene di che siamo plasmati,
ricorda che noi siamo polvere.

L’uomo: come l’erba sono i suoi giorni!
Come un fiore di campo, così egli fiorisce.
Se un vento lo investe, non è più,
né più lo riconosce la sua dimora.

Ma l’amore del Signore è da sempre,
per sempre su quelli che lo temono,
e la sua giustizia per i figli dei figli,
per quelli che custodiscono la sua alleanza.

 

Canto al Vangelo (cf Mt 11,25)
Alleluia, alleluia. Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Marco (10,13-16)

In quel tempo, presentavano a Gesù dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.

* Gesù riabilita il ruolo dei bambini nella società: essi contano e contano ancor di più quando si tratta di metterli in relazione con Dio e con Gesù.

 

Spunti di Riflessione

«Lasciate che i bambini vengano a me»
Come sono attenti i bambini quando gli si parla di Gesù! C’è una parabola che li attira enormemente: quella della pecora sperduta. Come sono attenti, come sentono l’azione dello Spirito Santo. «Lasciate che vengano a me». Naturalmente il bambino va a Gesù. Naturalmente il bambino prega; siamo noi che lo roviniamo.
«A chi è come loro»... Che cosa significa il bambino? Non significa certo l’innocenza. Al tempo di Gesù non aveva questo significato. L’umiltà, sì! Ma soprattutto l’abbandono, la filialità. Il bambino è tutto figlio, dipende dal papà e dalla mamma in pieno. Come Gesù è il Figlio, un ricevere totale, un abbandono al Padre, e il Padre un donare totale. «A chi è come loro», chi ha questo abbandono, è tutto un ricevere, è veramente filiale, «appartiene il Regno di Dio», possiede il Regno di Dio, possiede Dio che regna.

«In verità vi dico: chi non accoglie il Regno di Dio come un bambino». Accogliere è un verbo di fede. Ascoltare, ricevere, aprire l’anima al Regno di Dio, lasciare che penetri Dio nel cuore, essere un’anima aperta alla Trinità, spalancare le finestre alla luce di Gesù, aprire il cuore al suo amore Eucaristico.

 

La Parola per me, Oggi

Il Regno di Dio è proprio per chi ha la semplicità di un fanciullo, che non calcola né ragiona, ma si dà senza esitazione. Come bambini oggi ci abbandoniamo tra le braccia della Mamma Celeste, senza far affidamento su nulla se non sul suo amore e sulla sua bontà.

 

La Parola si fa Preghiera

Santa Maria, Madre di Dio, conservami un cuore di fanciullo, puro e limpido come acqua di sorgente, un cuore semplice che non si ripieghi sulle proprie tristezze, un
cuore largo nel donarsi, un cuore fedele e generoso, un cuore tormentato solo dall’amore per Te e per il tuo Gesù.

 

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