Messalino di Sabato 31 Agosto

Messalino di Sabato 31 Agosto

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési (4,9-11)

Fratelli, riguardo all’amore fraterno, non avete bisogno che ve ne scriva; voi stessi infatti avete imparato da Dio ad amarvi gli uni gli altri, e questo lo fate verso tutti i fratelli dell’intera Macedònia.
Ma vi esortiamo, fratelli, a progredire ancora di più e a fare tutto il possibile per vivere in pace, occuparvi delle vostre cose e lavorare con le vostre mani, come vi abbiamo ordinato.

* A proposito della carità, Paolo sottolinea soprattutto che essa viene da Dio, è «fraternità».

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 97)
Il Signore viene a giudicare i popoli con rettitudine.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Risuoni il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani,
esultino insieme le montagne.

Davanti al Signore che viene a giudicare la terra:
giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine.

 

Canto al Vangelo (Gv 13,34)
Alleluia, alleluia. Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore: come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Matteo (25,14-30)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele — gli disse il suo padrone —, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele — gli disse il suo padrone —, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».

* Nella bontà e fedeltà dei due primi servi e nella malvagità e infingardaggine del terzo è raffigurata la storia di tutta l’umanità.

 

Spunti di Riflessione

Liberi di rispondere
Ognuno deve impegnarsi a operare in modo corrispondente alle capacità avute. È chiaro che questa esigenza va sempre al di là di quanto si sarebbe personalmente nella disposizione e nelle condizioni di fare. La parabola, come tutto il messaggio del Signore, è da interpretare all’interno della proposta di fede. Il Signore dà la possibilità di una appartenenza totale a Dio. Questa proposta è semplicemente affidata: a ciascuno l’impegno di accogliere e di realizzare la proposta. L’accento viene posto sulle capacità di ciascuno. Ed è una novità del cristianesimo. Dio che pure provvede a tutto, rispetta la libertà di ciascuno ed è disposto a rispettarla fino in fondo. Il rispetto si basa sulla dignità stessa delle creature che, create a immagine di Dio, sono libere e responsabili. È forse in questa libertà il significato profondo della parabola. Il rapporto con Dio è dunque un rapporto libero. Il Signore, da parte sua, non ha fatto altro che dotare ciascuno di possibilità, la cui risposta è affidata ai singoli.

 

La Parola per me, Oggi

Nella nostra vita perdiamo un sacco di tempo a evidenziare i nostri e altrui difetti: sprechiamo così tante occasioni per far fruttificare le nostre e altrui doti. Mettiamoci a riscoprire questi talenti che rimangono nascosti e mortificati sia in noi sia negli altri.

 

 

La Parola si fa Preghiera

Ascolta, o Signore, la voce della Chiesa che attende una rinnovata manifestazione della tua tenerezza di Padre; fa’ che il tuo Figlio, venendo in mezzo a noi, trovi la stessa fede, umile e obbediente, di Maria, Vergine e Madre.

 

Condividi su: Facebook Twitter Google Plus