Messalino di Sabato Santo – 4 Aprile

Messalino di Sabato Santo – 4 Aprile

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La liturgia bizantina invita in questo giorno al silenzio: “resti muto ogni mortale e stia con timore e tremore; non mediti alcunché di terreno”.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (19,38-42)

Allora (Giuseppe di Arimatea) andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo – quello che in precedenza era andato da lui di notte – e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di àloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura.
Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parasceve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.

 

Spunti di Riflessione

Il Sabato Santo è il giorno del "nascondimento di Dio", un tempo di profondo silenzio e attesa che separa la Passione dalla Risurrezione. La Sacra Sindone si offre come l'icona stessa di questo giorno, un "testimone silenzioso" che documenta il corpo di Gesù nel mistero della morte.

Per vivere questo giorno in contemplazione del sacro lino, ecco alcune riflessioni:

 

  • Il Silenzio come Teca del Mistero: Il Sabato Santo è segnato da un "grande silenzio" sulla terra perché "il Re dorme". La Sindone, con il suo Volto composto e sereno nonostante le torture, ci insegna che il silenzio non è assenza, ma la "teca" necessaria per custodire il battito di Dio e ascoltarlo oltre il rumore delle nostre preoccupazioni quotidiane.
  • Dall'Oscurità alla Luce: Come un documento fotografico, la Sindone possiede un "negativo" di dolore e sofferenza che rivela un "positivo" di consolazione e speranza. Contemplarla in questo giorno aiuta a scorgere la vittoria della vita sulla morte e dell'amore sull'odio, trasformando il buio del sepolcro in una luce nuova.
  • Solidarietà nella Solitudine: In questo giorno, ricordiamo che Cristo è disceso negli inferi, entrando nella solitudine estrema dell'uomo per portarvi la luce. Guardare l'Uomo della Sindone ci assicura che, nei momenti di abbandono o di "nascondimento" di Dio nella nostra vita, non saremo mai soli perché Egli ha attraversato quell'oscurità con noi.
  • Il Tempo della Pazienza: Il Sabato Santo non è più il tempo della Passione, ma quello della pazienza che conduce alla fede. È un invito ad "attendere", vivendo questo intervallo con la fiducia che la morte è stata sconfitta e che "domani farà giorno".

 

La Parola per me, Oggi

Contemplare la Sindone oggi significa dunque lasciarsi interrogare da quel corpo martoriato che emana una "maestà solenne", riconoscendo in ogni traccia di sangue un linguaggio d'amore universale che ci prepara alla gioia della Pasqua.

 

La Parola si fa Preghiera

Preghiera davanti alla Sindone con Maria nel Sabato Santo

Signore Gesù, in questo giorno di grande silenzio, sostiamo in preghiera davanti al Tuo sacro lino, mentre "il Re dorme" e la terra tace. Accanto a Te, nel buio del sepolcro, contempliamo la figura di Maria, Tua Madre, "testimone silenziosa" che ha custodito nel cuore ogni Tua piaga.

Maria, Madre del Sabato Santo, insegnaci la Tua attesa. Tu che sei rimasta salda presso la Croce, ora vegli su questo corpo martoriato che la Sindone ci restituisce con "solenne maestà". Aiutaci a guardare il Volto composto di Tuo Figlio: in questo silenzio che sembra assenza, aiutaci a sentire, come Te, il battito di un Dio che riposa nella speranza.

Vergine Maria, contempliamo insieme a Te la ferita del costato. Una dolce tradizione ci dice che le Tue mani materne hanno premuto il lino su quel varco aperto per asciugarlo, rendendo più nitida l'impronta di quel sangue. Quel "Cuore Open Source", che è esploso per amore, è diventato per noi una porta sempre aperta. Maria, prendi la nostra mano e portaci a toccare quella ferita, perché la nostra fragilità sia guarita dalla Sua misericordia.

Insieme a Te, Madre, ricordiamo che Tuo Figlio è disceso nella nostra solitudine estrema per portarvi la luce. Mentre i pollini del tempo restano intrappolati tra le fibre di questo lino, ricordaci che la nostra speranza non è andata in crash, ma è custodita nel "backup" del Suo Cuore.

Maria, donaci la Tua pazienza che conduce alla fede. Insegnaci a vivere questo tempo di oscurità non come una sconfitta, ma come la "teca" del mistero, dove la vita si prepara a risorgere. Trasforma, con il Tuo sguardo, il "negativo" del nostro dolore nel "positivo" della speranza pasquale.

Con Te, Maria, restiamo in attesa, certi che la morte non può trattenere l'Amore e che, tra poche ore, finalmente farà giorno.

Amen.

 

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