Messalino di Venerdì 10 Dicembre

Messalino di Venerdì 10 Dicembre

 

Dal libro del profeta Isaìa (48,17-19)

Così dice il Signore, tuo redentore,
il Santo d’Israele:
«Io sono il Signore, tuo Dio,
che ti insegno per il tuo bene,
che ti guido per la strada su cui devi andare.
Se avessi prestato attenzione ai miei comandi,
il tuo benessere sarebbe come un fiume,
la tua giustizia come le onde del mare.
La tua discendenza sarebbe come la sabbia
e i nati dalle tue viscere come i granelli d’arena.
Non sarebbe mai radiato né cancellato
il suo nome davanti a me».

* Si evocano le promesse fatte ai patriarchi di una discendenza numerosa, se però il popolo fosse rimasto fedele al suo Signore.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 1)
Chi ti segue, Signore, avrà la luce della vita.

Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte.

È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene.

Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina.

 

Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia. Il Signore viene, andiamogli incontro: egli è il principe della pace. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Matteo (11,16-19)

In quel tempo, Gesù disse alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.
È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”.
Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».

* La Sapienza di Dio ha costituito il Battista duro predicatore di penitenza e Gesù portatore di gioia, Sposo celeste. 

 

Spunti di Riflessione

Le opere che essa compie
La generazione del rifiuto ha preso la scusa dalla vita austera del Battista per muovergli l’accusa di essere un ossesso. L’accusa rivolta a Gesù si riferisce alla sua comunione conviviale con i pubblicani e i peccatori (Mt 9,11), che manifestava la sua offerta di grazia per tutti e la sua misericordia. Il rimprovero “mangione e beone” equivale a buono a nulla, fannullone, parassita.
Di fronte a un giudizio così offensivo, duro e umiliante, Gesù ha una giustificazione da presentare: le sue opere. Matteo parla delle opere della sapienza e dice che la sapienza personificata è Cristo (cfr 1Cor 1,24.30).

«Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie». La sapienza designa l’azione di Dio nella creazione e nella storia (cfr Sir 24; 42,15-25; Sap 10,1-11) ed esprime la volontà di Dio (Sap 9,13-18) che si lascia conoscere attraverso lo Spirito del Signore. Questa allusione alla sapienza ricorda Sir 18,1-4 dove il Signore viene proclamato giusto proprio per le sue opere.
I rapporti di Gesù con i peccatori, l’accoglienza riservata loro – espressione della benevola volontà di Dio a cui egli si attiene nell’operare – diventano uno scandalo. Lo scandalo nasce dal fatto che egli col suo comportamento abbatte i muri che essi avevano accuratamente eretti tra sé e gli altri a salvaguardia dei loro privilegi.

 

La Parola per me, Oggi

La Parola ci invita oggi al discernimento: c’è una tristezza che viene da Dio (quella predicata da Giovanni Battista) e una che viene dal nemico, così come c’è una gioia autentica e un’altra che ne è la contraffazione. 

 

La Parola si fa Preghiera

O Dio, nostro redentore, tu sei il nostro maestro e ci guidi sulle strade della vita. Rendici attenti ai tuoi richiami; fa’ che riusciamo a riconoscere la venuta del Figlio dell’uomo in mezzo a noi, e che ci poniamo al seguito di colui che vive con te e con lo Spirito Santo nei secoli senza fine.

 

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