Messalino di Venerdì 11 Agosto

Messalino di Venerdì 11 Agosto

 

Dal libro del Deuteronomio (4,32-40)

Mosè parlò al popolo dicendo: «Interroga pure i tempi antichi, che furono prima di te: dal giorno in cui Dio creò l’uomo sulla terra e da un’estremità all’altra dei cieli, vi fu mai cosa grande come questa e si udì mai cosa simile a questa? Che cioè un popolo abbia udito la voce di Dio parlare dal fuoco, come l’hai udita tu, e che rimanesse vivo? O ha mai tentato un dio di andare a scegliersi una nazione in mezzo a un’altra con prove, segni, prodigi e battaglie, con mano potente e braccio teso e grandi terrori, come fece per voi il Signore, vostro Dio, in Egitto, sotto i tuoi occhi? Tu sei stato fatto spettatore di queste cose, perché tu sappia che il Signore è Dio e che non ve n’è altri fuori di lui.
Dal cielo ti ha fatto udire la sua voce per educarti; sulla terra ti ha mostrato il suo grande fuoco e tu hai udito le sue parole che venivano dal fuoco. Poiché ha amato i tuoi padri, ha scelto la loro discendenza dopo di loro e ti ha fatto uscire dall’Egitto con la sua presenza e con la sua grande potenza, scacciando dinanzi a te nazioni più grandi e più potenti di te, facendoti entrare nella loro terra e dandotene il possesso, com’è oggi.
Sappi dunque oggi e medita bene nel tuo cuore che il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra: non ve n’è altro. Osserva dunque le sue leggi e i suoi comandi che oggi ti do, perché sia felice tu e i tuoi figli dopo di te e perché tu resti a lungo nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà per sempre».

* Il vero Dio si riconosce dalle sue opere. Segnata da innumerevoli interventi divini, la storia di Israele rivela la bontà totalmente gratuita di Dio nei confronti del suo popolo.

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 76)
Ricordo i prodigi del Signore.

Ricordo i prodigi del Signore,
sì, ricordo le tue meraviglie di un tempo.
Vado considerando le tue opere,
medito tutte le tue prodezze.

O Dio, santa è la tua via;
quale dio è grande come il nostro Dio?
Tu sei il Dio che opera meraviglie,
manifesti la tua forza fra i popoli.

Hai riscattato il tuo popolo con il tuo braccio,
i figli di Giacobbe e di Giuseppe.
Guidasti come un gregge il tuo popolo
per mano di Mosè e di Aronne.

 

Canto al Vangelo (Mt 5,10)
Alleluia, alleluia. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Matteo (16,24-28)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.
In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regno».

* Al seguito del Salvatore, i discepoli di Gesù devono passare attraverso la morte per essere salvati e vivere con lui nel regno del Padre.

 

Spunti di Riflessione

La strada che conduce alla vita
Gesù aveva chiamato singolarmente i discepoli con l’invito: «Seguimi!». Così era stata fondata la loro comunità, il legame personale dei discepoli con lui. Lo avevano seguito letteralmente ovunque egli andasse, condividendo la sua vita. Questo seguire esteriore (letteralmente: «andar dietro» a Gesù), deve diventare un seguirlo interiore, il che presuppone qualcosa di più che il semplice abbandonare casa, poderi, famiglia e professione: presuppone la disposizione a tutto soffrire. Solo allora si segue veramente il Maestro e si è suoi discepoli autentici.
Rinnegare se stessi significa in certo modo non riconoscersi più, rinunciare a sé.
Che cosa importa veramente? Avere la vera vita e non sottostare alla morte, essere salvati e non subire la pena eterna? In rapporto a questo fine della vita umana, tutti gli altri fini sono secondari. Sì, anche se uno potesse dir suo «il mondo intero», non gli gioverebbe a nulla, se la sua vita andasse fallita. Nel giudizio, egli non potrebbe presentare alcun cambio o prezzo di riscatto per essa.
«Bisogna sradicarsi. Tagliare l’albero e farne una croce, e poi portarla ogni giorno» (S. Weil).

 

La Parola per me, Oggi

Il rinnegamento di noi stessi è il mezzo più potente che abbiamo per unirci a Gesù e per fare del bene alle anime. Ci credi?

 

 

La Parola si fa Preghiera

Signore Dio, fa’ che i tuoi pensieri diventino sempre più i nostri pensieri. Tu sai che è difficile, per noi, seguire il tuo figlio sulla strada della croce. Donaci il coraggio di perdere la nostra vita per salvarla veramente e per sempre. Te lo chiediamo per Gesù Cristo, nostro Signore.

 

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