Messalino di Venerdì 26 Novembre

Messalino di Venerdì 26 Novembre

 

Dal  libro del profeta Daniele (7,2-14)

Io, Daniele, guardavo nella mia visione notturna ed ecco, i quattro venti del cielo si abbattevano impetuosamente sul Mare Grande e quattro grandi bestie, differenti l’una dall’altra, salivano dal mare. La prima era simile a un leone e aveva ali di aquila. Mentre io stavo guardando, le furono strappate le ali e fu sollevata da terra e fatta stare su due piedi come un uomo e le fu dato un cuore d’uomo.
Poi ecco una seconda bestia, simile a un orso, la quale stava alzata da un lato e aveva tre costole in bocca, fra i denti, e le fu detto: «Su, divora molta carne».
Dopo di questa, mentre stavo guardando, eccone un’altra simile a un leopardo, la quale aveva quattro ali d’uccello sul dorso; quella bestia aveva quattro teste e le fu dato il potere.
Dopo di questa, stavo ancora guardando nelle visioni notturne ed ecco una quarta bestia, spaventosa, terribile, d’una forza straordinaria, con grandi denti di ferro; divorava, stritolava e il rimanente se lo metteva sotto i piedi e lo calpestava: era diversa da tutte le altre bestie precedenti e aveva dieci corna.
Stavo osservando queste corna, quand’ecco spuntare in mezzo a quelle un altro corno più piccolo, davanti al quale tre delle prime corna furono divelte: vidi che quel corno aveva occhi simili a quelli di un uomo e una bocca che proferiva parole arroganti.
Io continuavo a guardare,
quand’ecco furono collocati troni
e un vegliardo si assise.
La sua veste era candida come la neve
e i capelli del suo capo erano candidi come la lana;
il suo trono era come vampe di fuoco
con le ruote come fuoco ardente.
Un fiume di fuoco scorreva
e usciva dinanzi a lui,
mille migliaia lo servivano
e diecimila miriadi lo assistevano.
La corte sedette e i libri furono aperti.
Continuai a guardare a causa delle parole arroganti che quel corno proferiva, e vidi che la bestia fu uccisa e il suo corpo distrutto e gettato a bruciare nel fuoco. Alle altre bestie fu tolto il potere e la durata della loro vita fu fissata fino a un termine stabilito.
Guardando ancora nelle visioni notturne,
ecco venire con le nubi del cielo
uno simile a un figlio d’uomo;
giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
Gli furono dati potere, gloria e regno;
tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano:
il suo potere è un potere eterno,
che non finirà mai,
e il suo regno non sarà mai distrutto.

* Alcuni simboli misteriosi annunciano la caduta dei grandi imperi che dominano il mondo. La regalità definitiva appartiene soltanto a colui che si presenterà come il Figlio dell’uomo venuto ad instaurare il regno di Dio (Mt 16,28; 26,64), e di cui l’Apocalisse riconoscerà il dominio su tutte le cose (Ap 5).

 

Salmo Responsoriale (Cant.: Dn 3,75-81)
A lui la lode e la gloria nei secoli.

Benedite, monti e colline, il Signore.
Benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore.

Benedite, sorgenti, il Signore.
Benedite, mari e fiumi, il Signore.

Benedite, mostri marini e quanto si muove nell’acqua, il Signore.
Benedite, uccelli tutti dell’aria, il Signore.

Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

 

Canto al Vangelo (Lc 21,28)
Alleluia, alleluia. Risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. Alleluia.

Dal Vangelo secondo Luca (21,29-33)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga.
Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

* Una parabola conforta la fiducia dei discepoli di Gesù: come il fiorire degli alberi e soprattutto del fico annuncia l’estate ormai imminente, così gli sconvolgimenti cosmici indicheranno il rapido arrivo del regno di Dio.

 

Spunti di Riflessione

«Le mie parole non passeranno»
«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi... ». Gesù ci dice di guardare le piante, i fiori, gli uccelli... Noi non li guardiamo mai. I bambini hanno freschissima la capacità di meravigliarsi; come sono attirati da tutto ciò che essi vedono! «Guardandoli...». Bisogna guardare. Gesù dice di leggere i segni: «Voi leggete i segni del tempo meteorologico, perché non sapete leggere i segni del tempo dello Spirito», del tempo messianico? Perché?
«Capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina». L’estate è un’immagine cosiddetta “escatologica: tempo della mietitura, indica la fine, tempo del raccolto, della vendemmia. «Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose (di cui ha accennato prima, nella piccola apocalisse di S. Luca, cap.21) sappiate che il regno di Dio è vicino». Nell’Apocalisse è detto così: “Il mio ritorno è vicino”. La Parusia, il Cristo cosmico che rompe tutte le dighe dell’universo. Adesso ha già invaso tutto ma nascostamente, ma allora sarà la rivelazione: «come il lampo guizza da Oriente a Occidente», illumina tutto il cielo, così sarà questa irruzione del Cristo cosmico su tutto l’universo: sarà il trionfo, la trasfigurazione dell’universo. Preparatevi per questa trasformazione cosmica, che sarà qualcosa di delizioso, di inimmaginabile.
«Il regno di Dio è vicino»: Gesù ci ha chiamato a collaborare al Regno di Dio, a costruire il Regno di Dio.

 

La Parola per me, Oggi

«La Parola, al giorno d’oggi, è in esilio per i molti che si circondano di maestri secondo le proprie voglie. Ma la Parola di Dio, che non può essere incatenata, si spiegherà libera» (S. Ilario de Poitiers). Devo fondare sulla Parola la mia vita. Questa Parola mi dà la certezza che il Signore viene. Viene come è venuto allora; e allo stesso modo verrà alla fine.

 

La Parola si fa Preghiera

Tutto passa: il cielo, la terra, e gli anni della nostra vita; ma le tue parole, Signore Gesù, non passeranno mai. Fa’ che viviamo di esse, per essere pronti ad accogliere il tuo regno. Tu che sei il nostro Salvatore e il nostro Dio per i secoli dei secoli.

 

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